L’ULTRACENTENARIA CORSA DEGLI ZINGARI: TRE BUONI MOTIVI PER ANDARE A PACENTRO DOMENICA


PACENTRO – Ci sono almeno tre buoni motivi per andare a Pacentro (L’Aquila), domenica 2 settembre, e gustarsi la tradizionale e ultracentenaria “Corsa degli Zingari” o degli Scalzi: l’originalità della manifestazione, la crudezza delle ferite riportate dai partecipanti e il loro coraggio nell’affrontare la prova, un piccolo borgo nel cuore della Valle Peligna da scoprire e da gustare tra vicoli stretti, torri merlate ed eccellenze gastronomiche del territorio.

Da quasi 600 anni, la Corsa infiamma il paese, gli abitanti e le migliaia di visitatori, mescolando il sacro con il profano, la storia con la leggenda.

L’origine di questa tradizione particolare si perde nella notte dei tempi, forse nata con riti arcaici propiziatori: di certo si sa come nel XV secolo, il capitano di ventura Giacomo Caldora, feudatario del castello di Pacentro, scegliesse i soldati per il suo esercito tra i più temerari che riuscivano a lanciarsi a piedi nudi lungo il costone ripido e pietroso del Colle Ardinghi e risalire il fianco della collina su cui poggia il paese.

In palio, un pezzo di stoffa per un vestito e l’arruolamento tra i mercenari al soldo del Caldora.

Ancora oggi, poco cambia, soldati a parte: i concorrenti si radunano nel punto del Colle Ardinghi chiamato Pietra Spaccata e segnato da un enorme masso dipinto con il tricolore italiano.

Al suono della campanella della chiesetta dedicata alla Madonna di Loreto, si parte, a piedi nudi, cercando l’appiglio, il sentiero più breve e meno pietroso, studiato per mesi prima della gara. Il dislivello della collina è di circa 800metri.

Sassi rovi e sterpaglie graffiano e lacerano la pelle dei talloni, si arriva a valle nel punto in cui si guada il torrente Vella, poi lo scatto senza sosta, a risalire verso le prime case di Pacentro per gettarsi, infine, dopo poco più di 4 minuti, sui gradini dell’altare della chiesetta Lauretana.

Qui riceveranno le prime cure dai paramedici: un tempo, le ferite venivano disinfettate con acqua e aceto.

La devozione alla Madonna di Loreto è l’aspetto religioso della manifestazione: narra una leggenda che gli angeli sostarono a Pacentro durante la traslazione della Santa Casa da Betlemme a Loreto.

Domenica 2 settembre dunque, si ripete la Corsa Degli Zingari per la 568esima volta. Il via alla festa al mattino con fuochi d’artificio e banda musicale. Il pomeriggio giro del paese per i concorrenti bambini , rigorosamente scalzi, fino ai 12 anni di età per la corsa degli Zingarelli. Poi la gara più attesa a partire dalle 18.

Il vincitore sarà poi portato a spalla dagli amici in trionfo fino al rione di appartenenza per festeggiare a oltranza.

Il premio sarà sempre un taglio di stoffa, ma anche una somma in denaro.

Chiusura di giornata con il concerto dei DikDik. Beatrice Reggio

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