LUNGO LE ANTICHE MURA DELL’AQUILA CON CESOIE E RASTRELLI PER RIPULIRE IL POMERIO DI PORTA TIONE


L’AQUILA – Un pomeriggio all’insegna della pulizia di uno dei tesori aquilani, le sue antiche mura, che ha il sapore della valorizzazione e della riscoperta, oltre che della condivisione, è quello che hanno trascorso le associazioni della Compagnia delle Mura ieri, 3 maggio.

I volontari si sono dati appuntamento dietro l’edificio sede dell’Inps, in Viale Luigi Rendina dove un breve tratto del pomerio comunale completamente ristrutturato conduce a Porta Tione dal cui belvedere, ripulito ora dalle pianti infestanti, si gode di una vista spettacolare sulla Basilica di San Bernardino.

Presenti, tra le altre, Legambiente Abruzzo Beni Culturali (che gestisce il tratto in questione) e il gruppo di azione civica Jemo ‘Nnanzi, capitanate rispettivamente dai presidenti Enrico Stagnini e da Cesare Ianni che, con le loro squadre e armati di cesoie, rastrelli, sacchi per la spazzatura e guanti hanno riproposto, come già accaduto gli anni scorsi, una pulizia completa da erbacce e arbusti che impedivano il passaggio del tratto di mura in piena sicurezza.

L’intervento di ripulitura è stato necessario non solo per potare le piante cresciute con l’arrivo della primavera ma anche perché spesso la zona è utilizzata per gettare piccoli rifiuti, a testimonianza purtroppo della mancanza di sensibilizzazione sui temi ambientali e culturali da parte di una ristretta minoranza di persone.

A prescindere da questi episodi di inciviltà, vale la pena soffermarsi sul fatto che le associazioni aquilane, e in questo caso specifico la Compagnia delle Mura, stanno conducendo una vera e propria battaglia per valorizzare e restituire ai cittadini tutti non solo il pomerio comunale, ma anche luoghi meno noti o ancora dimenticati.

Le ragioni che portano queste persone a dedicare il loro tempo e le proprie energie alla storia, alla cultura, all’arte è l’amore. L’amore per le proprie radici, la propria città e il fatto di credere di poter fare la differenza.

L’intero discorso conduce all’importanza strategica che i beni comuni hanno e alla necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica su temi fondamentali per la rinascita dell’Aquila e del ruolo della cultura a livello nazionale.

Come ha affermato Cesare Ianni infatti, “adesso dobbiamo pensare alle mura in maniera completamente diversa. Abbiamo oggi un’opportunità eccezionale, quella di poter passeggiare in molte zone pomeriali che prima del terremoto quasi non esistevano, o perché non erano percorribili o perché interessavano a pochi”.

Oggi, infatti, bisogna poter credere di fare la differenza. Sarà questo nel lungo termine il valore aggiunto, storico e sociale dell’Aquila. Luisa Di Fabio

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