Cronaca 24 Lug 2020 16:06

MAFIA DEI PASCOLI, ALLEVATORI RICEVUTI AL MINISTERO DELL’AGRICOLTURA CON LA PROF CHE HA ACCESO I RIFLETTORI

MAFIA DEI PASCOLI, ALLEVATORI RICEVUTI AL MINISTERO DELL’AGRICOLTURA CON LA PROF CHE HA ACCESO I RIFLETTORI
foto Andrea Iezzi

L’AQUILA – Equiparazione del valore dei titoli Pac – quelli che danno accesso agli ambìti fondi comunitari per i pascoli – e contributi solo a chi possiede gli animali 365 giorni all’anno.

Sono alcune delle richieste che una delegazione di allevatori marchigiani e abruzzesi, capitanata da Marco Ranelli di Ascoli Piceno, ha rivolto al capo dipartimento delle Politiche europee, internazionali e dello sviluppo rurale del Ministero dell’Agricoltura Giuseppe Blasi, in un incontro avuto ieri a Roma nella sede del dicastero.

All’attenzione del dirigente è dunque arrivata anche la spinosa questione della mafia dei pascoli, il fenomeno che vedrebbe grandi aziende di fuori regione occupare vaste aree di terreni con il solo scopo di accedere ai fondi europei, pur senza garantire l’effettiva attività di pascolo degli animali.

“Abbiamo rappresentato la situazione del territorio e la questione dei titoli Pac”, spiega la professoressa Lina Calandra dell’Università dell’Aquila, col suo laboratorio autrice della ricerca che ha svelato la presenza della criminalità organizzata sui pascoli abruzzesi, che ha accompagnato la delegazione degli allevatori.

“Hanno voluto che ci fossi per far presente quanto emerso dalla ricerca: chiusura di aziende, difficoltà per le nuove ad aprire, rischi sanitari, contesti sociali deteriorati, difficoltà quotidiane per operatori ma anche per professionisti come agronomi o veterinari, nonché la presenza di organizzazioni criminali anche di stampo mafioso”, rileva la docente.

“Gli allevatori hanno chiesto di porre fine alle speculazioni”, racconta la Calandra, “rendendo i titoli Pac tutti dello stesso valore, visto che oggi si va dai 150-200 euro per ettaro fino a titoli di decine di migliaia di euro, aspetto che rende profondamente iniquo il sistema di accesso ai fondi comunitari e ai terreni demaniali ad uso pascolativo”.

“Da quanto si è capito è molto difficile da ottenere”, ammette la docente, “anche se il dottor Blasi ha affermato che il Ministero è consapevole di tutto ciò che avviene, tant’è che ha trasmesso interi incartamenti alla Guardia di finanza, e stanno lavorando affinché quello che accade non accada più. Ha aggiunto che ci sono una serie di proposte per limitare le speculazioni ma le decisioni vengono prese dal ministro e da tutti gli assessori regionali e delle Province autonome competenti in materia, lo ha ripetuto più volte come a dire che l’impegno delle Regioni è fondamentale, oltre che dalle associazioni di categoria”.

“Un’altra richiesta è stata quella di prevedere finanziamenti solo per chi ha gli animali 365 giorni all’anno, considerando che si registrano casi di soggetti che acquistano capi di bestiame a primavera e li rivendono a ottobre”, conclude la professoressa. (m.sig.)


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