MAXI MULTA PER 380 PICCOLI ALLEVATORI IN MARSICA


AVEZZANO – Una storia paradossale, che farebbe sorridere come una barzelletta, se non fosse realtà. Questa volta al pagare sono 380 piccoli allevatori marsicani che si sono visti recapitare una salatissima multa da 3mila euro, per il presunto trasporto irregolare del bestiame verso il mattatoio.

La denuncia arriva dal consigliere regionale del Movimento cinque stelle Gianluca Ranieri e dal consigliere comunale di Avezzano (L’Aquila) Francesco Eligi.

Partiamo dall’inizio: degli allevatori si rivolgono ai due mattatoi locali per la macellazione del bestiame, chiamano per il servizio di trasporto, ed il mattatoio invia loro dei mezzi su cui caricare il bestiame. Fin qui tutto ok. Ma poi succede che i carabinieri multano gli allevatori perché i mezzi non erano idonei.

“Questa vicenda è l’ennesimo esempio di quanto la burocrazia uccida l’iniziativa privata – dicono in una nota Ranieri ed Eligi – Le multe da più di 3.000 euro a seguito dell’uso anche di mezzi intestati al Comune di Avezzano, e comprati con fondi pubblici per dare un pubblico servizio, sono in contrasto con lo scopo del concordato del 2008 tra Comuni, Comunità Montane e Gal, che li avevano acquistati proprio per lo sviluppo e il sostegno al settore dell’allevamento”.

“Ovviamente”, dice Eligi, “a rimetterci saranno i piccoli allevatori con pochi animali che allevano in modo estensivo e non intensivo, che praticano il pascipascolo, che resistono e risiedono nei territori marginali. L’allevamento estensivo è una pratica sostenibile: le mucche e le greggi al pascolo, oltre ad avviare una filiera agricola di eccellenza, fanno bene alla montagna, migliorano l’ecologia di prati e boschi ed avviano un sistema ecologico utile all’enorme varietà della microfauna appenninica”.

“La fine delle piccole realtà”, conclude Ranieri, “accelerata da una burocrazia ottusa, oltre al danno economico e alla beffa per chi si affida, aggiunge danno altrettanto grande all’Ambiente ed al Territorio. Non si può far pagare al cittadino la mancanza di coordinamento tra le strutture e l’improvvida gestione della pubblica amministrazione. Dal canto nostro, comunque, stiamo verificando la possibilità di ricorrere contro dei provvedimenti illogici e che rischiano di danneggiare in maniera significativa un settore già in grande sofferenza”.

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