MORTO BRUNO SABATINI, MEDICO, POETA, PITTORE E ALPINISTA AQUILANO


L’AQUILA – È scomparso stamane all’età di 92 anni presso l’ospedale civile dell’Aquila, dove da un paio di settimane era ricoverato, il dottor Bruno Sabatini. Ne ha dato annuncio la figlia Beatrice proprio con gli intensi versi di una sua lirica, “Congedo”.

Ha concluso il suo viaggio terreno in quello stesso ospedale dove per lunghi anni aveva lavorato come dirigente medico, ostetrico e ginecologo, amato e stimato per la sua grande professionalità, per la finezza del tratto, per la straordinaria sensibilità umana.

Un grande bagaglio di valori per un seguace d’Ippocrate qual è stato in tutta pienezza Bruno Sabatini, ma che alla scienza medica ha sempre coniugato un ricco patrimonio di sensibilità umanistica. Spaziava infatti dalla scrittura alla poesia, dalla pittura alla musica, dall’alpinismo alla classicità, dall’impegno civico alla promozione culturale.

“Tanta la ricchezza interiore di Bruno, quanta la semplicità nelle relazioni, la modestia e l’affabilità discreta e premurosa, così densa d’umanità e di delicatezza – è il ricordo di Goffredo Palmerini, studioso e scrittore – . Per la consuetudine d’una bella amicizia familiare ne oso parlare, ma quasi con riserbo, come penso egli vorrebbe secondo quella sua indole che all’apparenza ha sempre anteposto l’essenza. Un’essenza fatta di autentica donazione agli altri, nella professione medica come nella vita di tutti i giorni, fin quando le sue forze glielo hanno consentito. Manteneva infatti nel tratto quella sobrietà e autenticità dell’uomo di montagna, della gente semplice dei paesi alle pendici dei monti a corona alla conca aquilana rimasta legata alle radici culturali di questi luoghi, dove l’asprezza della vita ha sovente accompagnato anche forzose diaspore nelle terre d’emigrazione. Egli infatti nitidamente portava, nella mente e nel cuore, l’esperienza migratoria paterna”.

Bruno Sabatini era nato nel 1928 a Secinaro (L’Aquila). Laureato nel 1953 in Medicina e Chirurgia all’Università di Roma, nel 1957 si era specializza a Perugia in Ostetricia e Ginecologia e un anno dopo aveva assunto servizio all’Aquila, presso l’Ospedale civile “San Salvatore”, dove ha operato fino al gennaio 1993.

Accanto alla professione medica Sabatini ha coltivato le altre sue virtù dell’intelletto e della creatività. In primis la Poesia, la massima espressione della sensibilità umana, incoraggiato dalla considerazione che per lui nutriva il poeta aquilano Giuseppe Porto.

Nacque così la prima sua silloge di poesie “La lezione del vento”, edita nel 1978 e ripubblicata nel 1980, cui sono seguite “Il Tamburo del Pagliaccio” (1986), “Via Crucis” (1990) che venne trasmessa il Venerdì Santo di quell’anno dalla Radio Vaticana, “Diario di Capri” (1994), “I Canti della Roccia” (1996), “Carrozza di Posta” (2003), l’antologia di scritti “Un guanciale di nuvole azzurre” (2011) e “I canti della fanciullezza” (2013).

Di indubbio rilievo le testimonianze critiche sulla Poetica di Bruno Sabatini: ne hanno scritto Laudomia Bonanni, Giuseppe Porto, Giovanni Pischedda, Nicola Ciarletta, Carlo Rao, Vittoriano Esposito, Giuseppe Cazzaniga, Renato Minore, Liliana Biondi, Mila Marini, Patrizia Tocci e altri ancora.

“Negli anni Sessanta del secolo scorso Bruno Sabatini iniziò la sua splendida avventura anche nelle arti figurative – ricorda Palmerini – . Nel 1971 la sua prima partecipazione ad una mostra collettiva, dove venne apprezzato da affermati artisti quali Angiolo Mantovanelli e Giuseppe Centi. Tra i soci fondatori dell’Officina Culturale 77, ha partecipato a tutte le iniziative espositive dalla stessa promosse e a quelle del Gruppo d’Arte Saturnino Gatti del quale è stato uno dei membri più dinamici e propositivi”.

“Ha inoltre esposto in mostre collettive nazionali e internazionali di medici pittori: a Trani, Riccione, Evian Les Bains, Barcellona, Cortina d’Ampezzo e Saluzzo e in numerose le mostre in Abruzzo. Socio del Club Alpino Italiano dal 1964, Bruno Sabatini è stato socio del Panathlon International e per due mandati ha ricoperto la carica di presidente del Club dell’Aquila. Nel 2002, dopo trent’anni dallo scioglimento della Sezione aquilana della Società Dante Alighieri, che era nata nel 1905, Sabatini ricostituì il Comitato Aquilano del quale per un quinquennio è stato presidente”.

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