MOVIDA PESCARA, I GESTORI: “NON SI PUÒ SPEGNERE UNO DEI POLMONI SANI DELL’ECONOMIA CITTADINA”


PESCARA –  A tre settimane dall’ingresso in fase 2, Francesco Silvestri titolare della Nuova Lavanderia e Daniele Giannascoli, titolare di White Cliff e portavoce pescarese dell’Italian Hospitality Network, tracciano un primo bilancio della ripartenza della movida di piazza Muzii, il distretto del food and beverage più grande d’Abruzzo.

Una ripartenza frenata da alcuni provvedimenti presi dall’amministrazione comunale, a cominciare dall’ordinanza che vieta la vendita di alcolici da asporto dalle 20 alle 7.

“Il provvedimento di fatto ha rallentato i progetti dedicati all’asporto con materiali biocompostabili che abbiamo avviato, ma che di fatto non riduce gli assembramenti”, dicono i due esercenti.

L’ordinanza è stata al centro di un incontro dei gestori con l’amministrazione comunale, per trovare un punto di incontro: gli esercenti avrebbero finanziato un servizio di vigilanza privata anti assembramento e dall’altra parte l’ordinanza doveva essere ripensata se non del tutto cancellata.

A rendere più difficile il ritorno alla normalità per il settore anche gli orari stabiliti dal Comune che ha imposto la chiusura dei locali a mezzanotte dalla domenica al giovedì e all’una il venerdì e il sabato.

“Ci deve essere la volontà da parte dell’amministrazione di allargare le maglie. Lo stop immediato degli orari crea il maggiore assembramento. Chiediamo una diluizione nel tempo del deflusso della clientela. Non si può spegnere uno dei pochi polmoni sani dell’economia pescarese. Vogliamo lavorare in sicurezza e senza ansia”, concludono.

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