Barcollo ma non mollo, ecco la birra che racconta di resilienza e Abruzzo
PESCARA – Gli aghi di pino, “la prima spezia che ho assaggiato nella mia storia nel mondo della birra”, e poi il bergamotto. Barcollo ma non mollo è una birra Ipa da 4,7 gradi, che racconta di resilienza (già dal suo nome) e pure dell’Abruzzo, con il suo territorio tra montagna (gli aghi di pino) e il mare (il bergamotto).
A idearla e realizzarla, in collaborazione con Bibibir, birrificio artigianale fondato nel 2014 a Castellalto (Teramo), è stato Alessio Porcelluzzi, fondatore e titolare di Shaka Brew, un inconsueto tiki bar, specializzato in birra, nel pieno centro di Pescara.
L’occasione è stata quella di celebrare, lo scorso 9 giugno, i dieci anni di attività.
Originario di Barletta, giunto a Pescara per studiare economia, una volta finiti gli studi, dopo una parentesi a Milano, ha deciso di trasformare in un lavoro quello che era nato come un gioco e giorno dopo giorno era divenuto una passione sempre più forte.
Nel 2016 ha cambiato completamente “destinazione, in appena 48 ore. Durante gli studi, venti anni fa, avevo iniziato a mantenermi vendendo birra artigianale, quella del birrificio artigianale Opperbacco che aveva appena un anno di vita, in giro per l’Italia, tra fiere, sagre e festival”, ripercorre. “Il mondo artigianale con il tempo è cresciuto e io ho scoperto storie di birrai, assaggiato tante birre ed è iniziato un piccolo sogno”.
Quel sogno Alessio lo ha disegnato proprio davanti ad una birra sul tovagliolino in un bar, per poi metterlo in un cassetto. “All’improvviso, mentre ero a Milano, mi si è presentata l’occasione di rilevare un locale”, racconta a Virtù Quotidiane “e in 48 ore sono tornato a Pescara e ho iniziato tutto”.

In via Cesare Battisti, nel cuore della movida pescarese che dieci anni fa era nel pieno della sua effervescenza, lì dove per un annetto c’era stata una vineria, Porcelluzzi crea Shaka Brew. “Volevo che il mio locale fosse un’onda enorme, capace di travolgere con entusiasmo una città intera. Da qui la scelta del nome ispirato a Shaka-Bra, il saluto dei surfisti, che con un gioco di parole si è trasformato in Brew, in riferimento al mondo brassicolo”.
Ecco quindi il mastro birraio che surfa su un’onda di birra artigianale e italiana. La veste che Alessio ha voluto dare al suo locale è tutta hawaiana, rendendolo così “uno degli unici (forse) tiki bar specializzato nella birra. Qui da dieci anni proponiamo solo birre artigianali e italiane. Ogni mese abbiamo più di cento etichette alla spina che ruotano”, spiega.
“Entrare qui è ogni volta entrare in un locale nuovo. La nostra realtà in dieci anni è cresciuta, insieme al settore e gran parte del merito è del territorio e dei birrifici che hanno spinto con il loro lavoro. In tutti questi anni abbiamo passato di tutto”, analizza Porcelluzzi. “Crisi economiche, covid, ordinanze restrittive sui locali da parte dell’amministrazione comunale, ma siamo qui, grazie alla costanza. Abbiamo creduto in questo progetto, non in base ai numeri, ma in base ad un’idea”.
Proprio per celebrare dieci anni di sacrifici, soddisfazioni e resilienza Shaka Brew il 9 giugno ha organizzato una grande festa, proponendo la birra celebrativa e chiamando a raccolta amici e clienti, a tema Cosplay, “proprio perché siamo dei supereroi”.
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