MOVIDA, PESCARA VIVA: “800 MILA EURO DI PERDITE CON L’ORDINANZA DI MASCI”


PESCARA – La regolamentazione oraria per i locali delle zone di piazza Muzii e il centro storico di Pescara costerà alle imprese oltre 800 mila euro.

La stima arriva da Pescara Viva, associazione che raggruppa gli operatori di piazza Muzii, il distretto food and beverage più grande d’Abruzzo, all’indomani dalla pubblicazione dell’ordinanza del sindaco Carlo Masci che da domani (venerdì) al 7 luglio obbliga pub, bar, ristoranti delle zone di piazza Muzii e del centro storico a chiudere a mezzanotte e mezzo dalla domenica al giovedì e all’una e mezzo il venerdì e il sabato, mentre per le altre zone si slitta tutto di mezz’ora (l’una nell’infrasettimanale e le 2 nel weekend).

“Parliamo di un settore che solo nel centro della città dà lavoro ad almeno 500 persone, tra dipendenti e collaboratori. Ora si rischiano chiusure, licenziamenti e famiglie senza reddito – dichiara Mario Palladinetti, presidente dell’associazione – . Supportati dalle associazioni di categoria abbiamo fatto di tutto per far capire alla politica e all’amministrazione comunale che questa non è un’estate come tutte le altre. È il periodo della ripartenza, dopo mesi durissimi di chiusure. Gli incassi di oggi possono consentirci di sopravvivere, così come i mancati incassi possono determinare la morte delle nostre attività. Nonostante il contesto particolare, si è scelto che il rilancio dell’economia non doveva comunque essere la priorità”.

“La piazza non è né nostra né dei residenti, ma della città e di chiunque voglia viverla – continua -. Dispiace che il sindaco abbia la pretesa di stabilire quali utenti possono vivere Pescara e quali non possono farlo. A nostro avviso Pescara deve essere aperta a tutti, a chi vive di giorno e a chi ama la notte, sempre nel rispetto delle regole e del vivere civile”.

L’associazione annuncia un progetto pilota “per strutturare in modo definitivo il distretto food and beverage del centro di Pescara. Un’iniziativa che potrebbe dare lustro alla città e renderla unica in Italia. Vogliamo solo essere messi nelle condizioni di lavorare nel migliore dei modi”, conclude Palladinetti. (m.p.)

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