“NEI PEGGIORI BAR DELL’AQUILA”, DA TOMMASO A SCOPPITO CON ROMEO E GIULIETTA ALLA FESTA DELLA CEPPA


SCOPPITO – Quando si è fatta una certa, i balconi finiscono tutti per assomigliarsi e, anche in quel di Scoppito (L’Aquila), non fai fatica ad ambientare una scena come quella di Romeo e Giulietta: lei affacciata con due dita fra le treccine e lui sotto a cercare frasi ad effetto. Ecco, le parole di Shakespeare sono inarrivabili, però una canzone come Romeo and Juliet dei Dire Straits – che per carità parla di tutt’altro – ti restituisce perfettamente il “mood” di quella scena.

L’immagine di un Romeo ‘nnamurato che canta una serenata dalla strada, trova la luce giusta e sbuca fuori dall’ombra e dice: “Oh Giuliè, tu e io: ma come la vedi?”

E Giulietta che subito risponde: “Oh Romeo… sei tu? Ma che ti dice la coccia? Per poco non mi facevi venire un infarto…”. E il resto è leggenda di una delle canzoni che hanno segnato il nostro tempo.

Sì ma che c’entra col bar in questione? C’entra, perché il bar Di Tommaso 2.0, nel cuore della frazione principale di Scoppito, ha intercettato la vena di rinnovato romanticismo che imperversa tra le vie del paese che si affaccia sulla zona industriale ovest del capoluogo.

Provare per credere: dalle recenti estemporanee di pittura e poesia al Parcobaleno, agli omaggi a Pachelbel, Vivaldi, Bach e Shostakovic per celebrare la ritrovata fontana settecentesca (il bar è proprio lì di fronte).

E poi, “La tragedia eccellentissima e lamentevolissima di Romeo e Giulietta”, appunto, in una versione tutta locale, decisamente leggera, ma che non ci fa dimenticarne gli aspetti più tristi della vicenda. Di fatto, tutti sognano una storia d’amore come quella di Romeo e Giulietta dimenticando che è durata tre giorni e sono morte sei persone.

I fratelli Del Coco fotografati da Riccardo Tomei

Tra i protagonisti di questa rappresentazione, andata in scena l’ultima volta non molto tempo fa all’oratorio di Collettara, ci sono anche i fratelli Del Coco, Alessandro sul palco, e Antontello dietro le quinte. Due icone della storia recente di Scoppito e sicuramente due clienti fissi del bar di Tommaso.

Un bar che ha riaperto quest’estate per volontà di Tommaso Di Donato arrivato da queste parti direttamente da quel di Celano (L’Aquila). Lì gestiva un locale con lo stesso nome.

Le vicissitudini che l’hanno portato qui sono diverse, però sicuramente hanno influito gli impegni lavorativi della compagna, Maria Lucia, nell’ambito della ricostruzione post-sisma. Dietro al bancone trovi anche Daniele Masci, musicista polistrumentista di un certo livello, specie se gli fanno fare il blues.

Gli aperitivi sono generosi e nei piattini puoi trovare di tutto. Ma veramente di tutto. Alessandro lo sa bene. Entra e si siede a colpo sicuro a un tavolo dove c’è appoggiata una bottiglia di Pecorino, piena per due terzi.

Al tavolo accanto, Savino, Vittorio e Franchino, tra bicchieri di vetro e Menabrea stappate, fanno discorsi fiume: si parla di  cani, lupi, conigli, rotoballe, stile di vita vegano, ma anche di “climate change”. Cioè non è che lo chiamano così, però si capisce che la mobilitazione di Greta Thunberg ha smosso le coscienze anche qui.

Poco più avanti, appoggiato a una bacheca tra giornali locali e numeri recenti di Vanity Fair, c’è Luigi De Carolis, una colonna del paese, ai vertici di realtà che attirano giovani del posto, come la Polisportiva dilettantistica Scoppito. I suoi baffi possono trarre in inganno, ma Luigi è una persona straordinaria, capace di recitare interi canti della Divina Commedia.

Luigi De Carolis e la Divina Commedia

Tommaso osserva in silenzio e dà un’occhiata di intesa ad Alessandro. Quest’ultimo, da ex calciatore, ha sviluppato un senso della posizione invidiabile e il suo modo di dribblare le sedie del bar fa scuola. Ha alle spalle 30 stagioni con l’Amiternina. Trent’anni con la stessa maglia. Trent’anni in giallorosso che manco Francesco Totti. Anche qui, ha fatto parte della “vecchia guardia” della compagine di Scoppito, insieme al fratello Antonello.

Ci sono loro anche dietro la parodia dello spot dell’Adidas, divulgato in occasione dei mondiali del 2006 “Tu chi ti prendi?”. Quello dove ogni bambino si sceglie il suo calciatore preferito e quello entra nel campaccio in terra sotto casa per giocare. Uno spot assurdo in cui vedi i migliori del momento, ma anche grandi stelle del passato. Ma forse, la cosa più assurda è che il bambino che ha la possibilità di scegliere per primo – e ha a disposizione tutta la storia del calcio – si accontenta di Djibril Cissé, lasciando ad attendere Platini, Messi e Beckenbauer.

La versione scoppitana? Detto fatto: “Tu chi te piji” che negli anni ha raggiunto oltre 25mila visualizzazioni. In campo anche l’attuale sindaco Marco Giusti.

E se l’estate ha celebrato le storie d’amore come quella di Romeo e Giulietta, di quelle che si frantumano prima di invecchiare – ma proprio per questo destinate a durare – l’arrivo del freddo è accompagnato più che altro da una serie di richiami all’amor profano.

A dare il cambio di passo, la bella versione di Bocca di Rosa cantata da Giuliano Molinari e compagni  suonata proprio qui, durante la festa di fine estate. Ora è tempo di castagne e di vino novello. E poi c’è Halloween, da aspettare con musica e Pizzabus, un autobus come quelli di linea, ma con il forno a legna allestito al suo interno, insieme a venti posti a sedere, per assaporare la pizza in ogni dove, anche a Scoppito.

L’amor profano della festa di San Martino, ma anche della prossima “festa della ceppa”. Da queste parti la chiamano così e non sai mai se il riferimento è solo al novello. “L’interpretazione è libera”, sorride il titolare, “ognuno se la immagini come meglio crede”.