PASCOLI ABUSIVI E OVINI DI PROVENIENZA IGNOTA, IN ALTO SANGRO CONTROLLI E SANZIONI


CASTEL DI SANGRO – Dieci carcasse di ovini di provenienza ignota, non essendo risultate in regola con le norme relative all’identificazione, sono state scoperte e sequestrate dai carabinieri forestali a Barrea (L’Aquila), mentre una mandria di ben 100 bovini sprovvisti del certificato di origine e sanità pascolavano abusivamente in località Campitelli a Civitella Alfedena (L’Aquila).

Gli animali morti, verosimilmente dopo essere stati predati dagli orsi, sono stati trovati durante alcuni controlli messi in campo dalla polizia veterinaria sui pascoli, in relazione al loro corretto utilizzo e al monitoraggio della transumanza.

Secondo quanto riportano alcuni giornali locali, da un controllo stradale effettuato sulla strada statale 17, è stato poi accertato che 4 bovini e 1 equino venivano trasportati in assenza della documentazione contenente le informazioni previste dalla legge, mentre 2 bovini risultavano sprovvisti del doppio marchio auricolare di identificazione, da apporre entro 20 giorni dalla nascita e, in ogni caso, prima che l’animale lasci l’azienda.

Numerose ispezioni sono state effettuate presso le aziende zootecniche dell’Alto Sangro, al fine di verificare se le condizioni di detenzione degli equidi fossero in linea con le direttive imposte dall’Unione Europea, nonché per prevenire l’eventuale diffusione di malattie infettive.

I controlli effettuati da carabinieri forestali e polizia veterinaria insieme al personale medico del servizio veterinario della Asl riaccendono i riflettori sulla cosiddetta mafia dei pascoli, a cui Virtù Quotidiane ha dedicato numerosi approfondimenti, che vedrebbe grandi aziende di fuori regione affittare vaste aree di terreni con il solo scopo di accedere ai fondi europei, pur senza garantire l’effettiva attività di pascolo degli armenti.

È di oltre 20 mila euro l’ammontare complessivo delle sanzioni contenute in una serie di verbali amministrativi contestati agli allevatori.