PER LA CENA DI NATALE GLI ITALIANI HANNO SPESO 1/3 IN MENO DEL 2019


ROMA – La spesa media degli italiani per imbandire le tavole del Natale scende a 82 euro a famiglia, il minimo da almeno un decennio, in calo di circa 1/3 rispetto allo scorso anno. È quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixè sugli effetti dell’ingresso del Paese in zona rossa con la chiusura di ristoranti, trattorie e agriturismi che lo scorso anno avevano ospitato 5 milioni di italiani per una spesa complessiva di 250 milioni di euro, solo nel giorno di Natale.

“Quest’anno la quasi totalità degli italiani (94%) ha scelto di restare a casa”, sottolinea la Coldiretti. E con meno ospiti a tavola per la preparazione casalinga del pasto principale del Natale, “è stato stimato un tempo medio di 2,5 ore, in netto calo rispetto alle 3,8 ore dello scorso anno”.

Nonostante ciò si assiste, secondo l’organizzazione agricola, “ad una forte collaborazione familiare in cucina con oltre sei italiani su dieci (62%) che hanno deciso di impegnarsi ai fornelli per le varie pietanze”.

Per quanto riguarda i prodotti più presenti sulle tavole, lo spumante si conferma come il prodotto immancabile per otto italiani su dieci (81%), mentre il panettone con il 78% batte nelle preferenze il pandoro fermo al 75% ma entrambi consumati spesso in abbinamento a dolci locali che vengono fatti in casa in oltre la metà delle famiglie (52%).

Ma con le specialità enogastronomiche tra i regali più gettonati del Natale 2020 le tavole si arricchiscono soprattutto dei prodotti regionali tipici e ricette della ricorrenza, ricorda la Coldiretti: “Ci sono il panone di Natale in Emilia Romagna, u piccilatiedd in Basilicata, il panpepato in Umbria, la pizza di Franz nel Molise, lu rintrocilio in Abruzzo, le pabassinas con sa sapa in Sardegna, la carbonata con polenta in Valle D’Aosta, il pangiallo nel Lazio, le carteddate in Puglia, i canederli in Trentino, la brovada e muset con polenta in Friuli, i quazunìelli in Calabria, il pandolce in Liguria, la pizza de Nata’ nelle Marche, i buccellati in Sicilia, il brodo di cappone in tazza in Toscana e l’insalata di rinforzo in Campania”.

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