Cronaca 07 Gen 2026 16:05

Prodotti della terra a chilometro zero per salvare la Capra Teramana dal rischio estinzione

Prodotti della terra a chilometro zero per salvare la Capra Teramana dal rischio estinzione

CORTINO – Formaggi, anche vegetali, prodotti della terra, olio, pasta, pane, liquori. Tutto a chilometro zero, tutto trasformato artigianalmente e tutto con un obiettivo ben preciso, salvare l’antica razza della Capra Teramana dal rischio di estinzione.

Riconoscibile per le corna di cui è dotata, il pelo lungo nero e la faccia rigata bianca, della Capra Teramana, assimilabile alla Garganica del centro sud Italia, ma più grande (le femmine si aggirano sui 70-80 chili, mentre i maschi stanno tra gli 80-100), esistono appena 300 esemplari.

Sessanta sono custoditi dall’azienda agricola Giorgio Di Matteo, ma tutti gli altri sono diretti consanguinei proprio dei capi della sua famiglia. Allevatore da tre generazioni, Giorgio con l’azienda a Cortino, nella provincia di Teramo, è stato ufficialmente riconosciuto dalla Regione Abruzzo come Pastore Custode.

L’azienda Di Matteo inizia il suo percorso con il nonno di Giorgio. “Abbiamo foto del 1979 dei miei nonni con questa razza di capra”, spiega a Virtù Quotidiane l’allevatore di 36 anni. “Io sono cresciuto in questo contesto e quando ero piccolo andavo a pascolare con mio padre Dante. Ho sempre desiderato di salvarle dal rischio di estinzione”.

Circa dieci anni fa Giorgio Di Matteo viene contattato dall’Università di Teramo per provare a recuperare questa razza. Nel 2017 l’Izs (Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise) di Teramo, “vista la valenza genetica della capra di razza teramana e al fine di promuoverne la ricostituzione numerica”, affida a titolo gratuito ad alcuni allevatori locali dei nuclei caprini di teramana.

Inizia così un lungo e articolato percorso fatto di azioni commerciali, ma anche di sensibilizzazione, didattiche e formative, anche grazie all’incontro con Alessia Morelli, esperta di marketing territoriale, organizzazione eventi ed educazione outdoor.

“Ci stiamo muovendo per tutelare realmente la razza”, spiega Alessia. “Abbiamo visto le esperienze fatte per la tutela di altri animali in via di estinzione, dove però si è arrivati a spremere al massimo gli stessi animali. Noi abbiamo una idea diversa e ben precisa della tutela del benessere animale. Tutelarla non significa ripopolarla per gonfiarsi le tasche. Abbiamo quindi sviluppato una linea di prodotti della terra a chilometro zero, a marchio Capra Teramana, di olio, pasta, pane, liquori e non di carne o latte. Con gli utili possiamo sostenere il progetto, con nascite ponderate e tenendo la linea di sangue il più pulita possibile, ma anche trovando altri custodi e affidatari delle capre”.

In parallelo alla parte più commerciale del progetto si articola tutta una attività etica e formativa, con una fattoria e un orto didattico e con azioni “con scuole, turisti volta anche a ripopolare i borghi dei Monti della Laga. Offriamo attività esperienziali, didattiche e formative”, continua l’esperta.

In questo ambito durante tutto il mese di dicembre sono state condotti degli incontri con le scuole dell’istituto comprensivo 1 di Teramo, “Torricella-Zippilli-Lucidi”, dall’infanzia fino alle medie, di orientamento, “come metafora di vita: tra avventura, gioco e apprendimento, di nozioni ed abilità concretamente utili allo sviluppo cognitivo, alla responsabilizzazione e nel quotidiano”, spiegano i promotori. Gli istituti scolastici possono anche adottare una capra teramana o una pecora.

Il progetto è realizzato in collaborazione con la Regione Abruzzo, l’Università di Teramo e l’Ente Parco Gran Sasso e Monti della Laga.

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