Cronaca 24 Giu 2017 19:33

RIPULISCE VIGNETI DAI ROVI, MULTA DA 8MILA EURO

RIPULISCE VIGNETI DAI ROVI, MULTA DA 8MILA EURO

ISOLA DEL GIGLIO – Disbosca senza permessi un’area di circa 100 metri quadrati di macchia mediterranea e viene sanzionato con 8mila euro di multa.

È successo a un vignaiolo “eroico” dell’Isola del Giglio (Grosseto), Francesco Romano Carfagna, che per unire due vigneti di sua proprietà, ha ripulito da eriche e ginestre, vegetazione che fa parte della macchia mediterranea, un pezzo di terra, sì di sua proprietà, ma tutelata dal Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano.

È novembre scorso, racconta Il Tirreno, quando i carabinieri forestali sorprendono gli operai a tagliare piante arboree alte due metri e dell’età di 20-25 anni. I presenti vengono identificati. Ed ecco che scattano le indagini.

“È stata violata la legge quadro che tutela le aree protette con vincolo paesaggistico – spiega Marco Pezzotta, capo dei carabinieri forestali dell’Arcipelago – perché quella zona è sotto l’egida del Parco dell’Arcipelago: c’è una protezione speciale anche perché è una zona soggetta alla migrazione degli uccelli. L’obbligo di richiedere l’autorizzazione è a tutela del patrimonio paesaggistico”.

“Per il futuro – aggiunge Pezzotta, che due giorni fa ha visitato l’azienda agricola per rendersi conto di persona della situazione – devono essere aumentati gli sforzi di collaborazione tra noi, il Comune e i privati, per favorire le attività agricole tradizionali di pregio come quella in questione”.

A febbraio il gip, su richiesta del pm, si è pronunciato sull’episodio contestato. Carfagna si è infatti visto recapitare a casa un decreto di condanna in cui viene accusato di aver eseguito lavori su beni paesaggistici, senza la “prescritta autorizzazione” (come prevede il decreto legislativo 42 del 2004). Il tutto in concorso con due persone. Il giudice dichiara dunque Carfagna e gli altri colpevoli “e li condanna alla pena di 8.000 euro di ammenda ciascuno, di cui 2.750 in sostituzione di 11 giorni di arresto”. Pagabile anche in 20 rate.

Ma Carfagna non ci sta. E si domanda se “ha ragione una legge che equipara il taglio della frasca a una lottizzazione abusiva a scopo edilizio”. Prende carta e penna scrive una lettera a vari destinatari tra cui il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e il presidente del Parco, Giampiero Sammuri: “Se fossimo giungla il patrimonio sarebbe giungla. Ma siamo da sempre vigne, orti, frutti. Il patrimonio allora dovrebbe essere vigneto e paesaggio agricolo”. E aggiunge: “Il recupero di questa agricoltura così difficile comporta comunque, oltre a una altissima dose di buona volontà e di amore (cuore puro), altrettanto altissimi costi e lavoro manuale enorme. Tanto è vero che gli opportunisti, speculatori, cacciatori di contributi e creatori di aziende fantasma sono piuttosto rari in questi territori, poco adatti ai loro scopi”.


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