RISTORANTI, IN ABRUZZO DALL’INPS DA DUE MESI IN ATTESA DELL’OK ALLA CASSA INTEGRAZIONE


L’AQUILA – Sono oramai due mesi che le imprese del settore Horeca hanno inoltrato domanda all’Inps in Abruzzo per le nuove 12 settimane di Cassa integrazione previste dalla legge di bilancio 2021 senza ancora aver ottenuto l’autorizzazione dall’ente.

Attese che si sommando ad attese, insomma, considerando che ci sono lavoratori del settore – uno dei più colpiti dalla crisi considerando che è stato costretto a fermarsi alla fine di ottobre, salvo pochi giorni di riapertura tra gennaio e febbraio – che non percepiscono l’indennità di cassa integrazione dal mese di ottobre 2020.

E considerando i tempi lumaca per l’istruttoria delle nuove domande, c’è da presagire che passeranno ancora settimane con reddito zero prima di vedersi accreditare quanto dovuto, considerando che ci sono attività che non hanno ancora mai riaperto dal primo gennaio 2021.

L’Inps, all’inizio comprensibilmente preso alla sprovvista dalla mole di domande e dalla straordinarietà del momento, oggi, dodici mesi dopo il primo lockdown, eroga ancora a singhiozzo e con tempi lunghissimi le indennità ai dipendenti dei pubblici esercizi costretti a fare i conti con una crisi senza precedenti.

Moltissime le segnalazioni a Vq da parte di gestori e loro dipendenti che non ricevono i bonifici, in tutte le province abruzzesi. Fabrizio Vianale, direttore di Confartigianato Pescara, ha confermato che ci sono aziende i cui dipendenti sono in attesa dell’indennizzo di ottobre.

“I miei dipendenti sono in attesa della cassa di novembre, dicembre, gennaio e febbraio”, ha detto a questo giornale uno dei tanti ristoratori che hanno contattato la redazione, “hanno ricevuto un solo bonifico da 120 euro che non si capisce bene a cosa sia riferito, anche se spesso erogano la cassa in più parti”.

Un ulteriore problema che crea disagi, quest’ultimo, considerando peraltro che l’importo della cassa integrazione, com’è noto, è già decurtato fino al 40% rispetto allo stipendio.

C’è infatti chi denuncia di aver ricevuto un bonifico di meno di duecento euro e un altro di pari importo due settimane dopo. Una incomprensibile beffa che si aggiunge al danno.

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