RISTORANTI, IN ABRUZZO LA CASSA INTEGRAZIONE COVID IN RITARDO ANCHE DI CINQUE MESI


L’AQUILA – Un anno di emergenza non sembra essere stato sufficiente per rodare il meccanismo di pagamento della cassa integrazione in deroga per i lavoratori del settore ristorazione fa registrare ancora ritardi clamorosi che arrivano anche a quattro mesi.

L’Inps, all’inizio comprensibilmente preso alla sprovvista dalla mole di domande e dalla straordinarietà del momento, oggi, dodici mesi dopo il primo lockdown, eroga ancora a singhiozzo e con tempi lunghissimi le indennità ai dipendenti dei pubblici esercizi costretti a fare i conti con una crisi senza precedenti.

Moltissime le segnalazioni a Virtù Quotidiane da parte di gestori e loro dipendenti che non ricevono i bonifici, in tutte le province abruzzesi.

In alcuni casi si è addirittura in attesa della mensilità di novembre, la prima della nuova fase di chiusure scattata appunto all’inizio di quel mese. Secondo Fabrizio Vianale, direttore di Confartigianato Pescara, ci sono aziende i cui dipendenti sono in attesa dell’indennizzo di ottobre.

“I miei dipendenti sono in attesa della cassa di novembre, dicembre, gennaio e febbraio”, dice uno dei tanti ristoratori che hanno contattato la redazione, “hanno ricevuto un solo bonifico da 120 euro che non si capisce bene a cosa sia riferito, anche se spesso erogano la cassa in più parti”.

Un ulteriore problema che crea disagi, quest’ultimo, considerando peraltro che l’importo della cassa integrazione, com’è noto, è già decurtato fino al 40% rispetto allo stipendio.

C’è infatti chi denuncia di aver ricevuto un bonifico di meno di duecento euro e un altro di pari importo due settimane dopo. Una incomprensibile beffa che si aggiunge al danno. (m.sig.-m.p.)

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