RISTORATORI E COMMERCIANTI IN PIAZZA A TERAMO, “BASTA TASSE E CIG AL 100%”


TERAMO – “Tu ci chiudi, tu ci paghi. Basta tasse, reddito per tutte/i”. Con questo slogan apparso su uno striscione, un gruppo di commercianti e ristoratori ha manifestato oggi pomeriggio in Piazza Orsini a Teramo contro le misure considerate insufficienti a sostegno dei pubblici esercizi colpiti dalla crisi causata dal Coronavirus.

Dopo L’Aquila e Pescara, dove la scorsa settimana hanno fatto sentire la loro voce titolari e gestori di attività di somministrazione, ma anche negozianti, nella città pretuziana oggi la folta categoria degli autonomi ha voluto richiamare l’attenzione sulle difficoltà che sta vivendo chiunque si trovi a fare i conti con pesanti cali di fatturato che perdurano oramai da mesi.

“Cassa integrazione al 100%” e “- bollette pazze” sono alcune delle richieste impresse su alcuni cartelli tenuti in mano dai manifestanti.

Indice puntato, in particolare, contro l’ultimo dpcm “con il quale il Governo ha fatto delle scelte chiare, lasciando aperti, ad esempio, i centri commerciali e chiudendo ristoranti, teatri, cinema, circoli culturali, come se cultura e ‘movida’ fossero il problema”.

“Ancora una volta, quindi, si è scelto di sacrificare il tessuto sociale ed economico per loro meno importante, salvaguardando altri interessi”, hanno detto i partecipanti al presidio.

“Critichiamo, inoltre, le tempistiche che tutte le istituzioni dal Governo, alla Regione, ai Comuni, non sono state in grado di rispettare nell’ambito dei trasporti (che non sono stati incrementati alla riapertura delle scuole) e della sanità pubblica (di nuovo al collasso con la ripresa dei contagi)”.

“Da marzo ad agosto – rilevano i commercianti – abbiamo ascoltato solo tanti proclami e i fatti stanno praticamente a zero. E oggi siamo noi a pagarne le conseguenze”.

“Il nostro motto è ‘Tu ci chiudi, tu ci paghi!’ proprio perché chiediamo che il Governo si assuma la responsabilità delle scelte fatte e dia una mano concreta a tutte quelle persone che, a causa di queste nuove chiusure, faranno fatica a ‘sopravvivere’, bloccando i pagamenti di affitti, mutui e utenze, e stanziando la cassa integrazione totale per tutti i dipendenti e per i lavoratori del mondo dello spettacolo e della cultura”.

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