RISTORATORI IN PIAZZA CONTRO LE CHIUSURE: “FUNERALE” ALL’AQUILA, SCONTRI A PESCARA


PESCARA – I commercianti di L’Aquila e Pescara sono scesi in piazza. A due giorni dalla manifestazione spontanea di lunedì sera, organizzata attraverso un tam tam social, la città adriatica è tornata a protestare. Questa volta l’iniziativa, che si è svolta a piazza Salotto, è stata voluta e portata avanti dalle cinque principali associazioni di categoria, Pescara Viva, che riunisce una cinquantina di attività del food and beverage tra piazza Muzii e Pescara vecchia, e poi Confesercenti, Cna, Confartigianato e Confcommercio.

I toni pacati con i quali sono stati condotti gli interventi volti a chiedere al Governo indennizzi e sostegni economici alle tantissime attività che hanno subito duramente le nuove disposizioni contenute nel Dpcm del premier Giuseppe Conte, per cercare di frenare il contagio che sembra ormai inarrestabile, non sono tuttavia piaciuti a diversi partecipanti.

È così che a conclusione della iniziativa, una discussione si è infiammata tra il presidente di Pescara Viva, Mario Palladinetti, primo promotore dell’iniziativa di questo pomeriggio, e Alessio Occhiocupo, che invece era stato l’ideatore della manifestazione di lunedì. Quest’ultimo ha rinfacciato al primo una mancanza di incisività.

L’arrivo a manifestazione ormai conclusa del sindaco Carlo Masci ha ulteriormente acceso gli animi, tanto da essere costretto da insulti e cori da stadio a una vera e propria ritirata.

La situazione è poi degenerata nel lancio di fumogeni e nella decisione di improvvisare un corteo verso il palazzo della Prefettura. Le forze dell’ordine che si erano schierate in assetto anti sommossa già nella piazza centrale di Pescara sono state costrette a salire sulle camionette per dirigersi in piazza Italia, dove i manifestanti si sono diretti.

All’Aquila si era invece manifestato in mattinata, con un gruppo molto contenuto di commercianti, soprattutto ristoratori, che ha portato in Piazza Duomo un carro funebre con sopra una clessidra, un gesto eloquente che simboleggia come il tempo corra inesorabile e migliaia di attività rischiano di non riaprire. Gesto contestato sui social perché considerato di cattivo gusto considerato l’alto numero di vittime causate dal Covid.

In contemporanea ad altre decine di città in tutta Italia, gli esercenti hanno voluto ribadire le difficoltà che stanno attraversando soprattutto dopo le ultime restrizioni contenute nel decreto emanato domenica, a partire dall’obbligo di chiusura alle ore 18,00.

“Nuovo Dpcm, dalla padella alla cenere”: questo il messaggio che campeggiava sul carro funebre, con bara in esposizione. Le forze dell’ordine hanno presidiato la piazza dove si è svolta senza problemi la manifestazione organizzata dall’associazione Ravv, Ristoratori Aq vs Virus, costituitasi durante il lockdown di primavera.

IL VIDEO IN DIRETTA DELLA MANIFESTAZIONE DI PESCARA

IL VIDEO IN DIRETTA DELLA MANIFESTAZIONE DELL’AQUILA

LE FOTO DI PESCARA

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