SAGRE POCO TRADIZIONALI? PRO LOCO TORNIMPARTE, “LO IMPONGONO LE REGOLE”


TORNIMPARTE – “Appare singolare e pretestuoso l’atteggiamento di Dino Rossi, il quale facendo un’analisi sui vincoli di legge imposti dalla commercializzazione e somministrazione di alimenti, che mi trova d’accordo, purtroppo tenta di scaricare sulle Pro loco responsabilità che non ci appartengono, anzi sono per noi dei vincoli”.

Così in una nota il presidente della Pro loco di Tornimparte (L’Aquila) e consigliere nazionale Unpli, Domenico Fusari, replica alle accuse del comitato spontaneo di allevatori Cospa, che ha denunciato il fatto che le sagre in Abruzzo assumono ormai il sapore del discount.

“Ricordo che le Pro loco, già da molti anni, rispondono alla corretta prassi igienica e sanitaria con apposito protocollo firmato dall’Unpli nazionale e dal Ministero della Sanità, e da questo punto di vista, noi siamo rispettosi delle norme che lo stato ha voluto darsi e rafforzare attraverso l’intesa siglata con le Pro loco”.

“Le Pro loco avrebbero trovato molto più facile ricorrere ai metodi di una volta, ma noi dobbiamo rispettare le norme e sopratutto quelle Europee sulla provenienza e la tracciabilità, ciò nonostante i prodotti che vengono utilizzati dalle Pro loco, sono sicuri e di primissima qualità, con i quali vengono realizzati I piatti tipici locale e ricordo che le nostre sagre sono sicure e di qualità e non promuovono solo l’enogastronomia, ma anche e sopratutto i territori di appartenenza, la loro storia e la loro cultura”.

“Le Pro Loco, ricordo al sig. Rossi, sono le vere sentinelle dei territori ed i possessori della storia e della cultura, noi non facciamo le Sagre e scappiamo via, come viene fatto oggi dalle numerose associazioni, ristoranti e persino comitati feste patronali – prosegue Fusari – noi rispondiamo alla Regione con i nostri bilanci trasparenti e certificati, dai quali risultano le attività ed i costi che le Pro loco sostengono durante l’anno, e le scarse economie che provengono dalla nostre Sagre, servono solamente a sostenere le attività che chi svolgono durante l’anno”.

“Purtroppo le Sagre, in questi anni, non sono più solo patrimonio delle Pro loco e , come affermato, occorre mettere ordine e trasparenza altrove”.

“In risposta ai costi, è evidente che il Sig. Rossi vuole estremizzare e non si rende conto di aver esagerato nel l’affermare cose non vere, poiché un piatto di gnocchi, noi lo facciamo pagare solo 5 euro ed un menù completo 11 euro, non mi sembra di applicare tariffe da ristorante tipico”.

“Attaccare le Pro loco, di fronte ad un sommerso vasto ed incontrollato – conclude Fusari – mi pare voler scaricare responsabilità verso chi non le ha”.

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