SENTIERI, RAPACI E PIPISTRELLI: COME SI ARRICCHISCE L’OFFERTA TURISTICA DI BARREA


BARREA – Volare in alto ma con i piedi ben saldi a terra; questo sembra il motto di Barrea (L’Aquila) e della sua amministrazione. Non è solo un gioco di parole, perché il piccolo borgo della Vallis Regia dimostra di aver puntato proprio sui volatili, uccelli o mammiferi che siano, dedicando grande impegno alla realizzazione di due progetti: l’Area Rapaci e la Sala dei Pipistrelli; senza tralasciare, è ovvio, di porre attenzione alla cura dei percorsi escursionistici e alla salvaguardia dell’ambiente.

Scopriamo di cosa si tratta.

Facciamo un passo indietro e partiamo da uno dei centri nevralgici dell’accoglienza barreana: il Castello medioevale. Nel secondo Dopoguerra i Di Loreto, proprietari del forte, restaurarono la struttura e la aprirono al pubblico. Il terremoto del 1984, però, provocò gravi danni e il castello – poi donato al Comune nel 2006 – poté essere riaperto ai visitatori solo nel 2010, diventando, oltre ad attrazione, anche centro congressi.

È appunto in prossimità della porta d’accesso che abbiamo l’opportunità – esclusiva di Virtù Quotidiane – di scoprire una delle novità dell’estate 2020 offerta da Barrea: il percorso attrezzato che si affaccia sulla Gola del Fiume Sangro.

Oltrepassato il cancello, ci attende un sentiero in ombra che si snoda a ridosso della parete rocciosa e aggira il perimetro del castello. Ricavato tra scalini di pietra, arbusti, affacci mozzafiato e un panorama privilegiato sulla costa frastagliata del Colle Iafanese, il percorso è attrezzato con funi, cavi e maniglie d’acciaio per renderlo fruibile anche ai visitatori meno esperti.

L’inaugurazione – dice il sindaco Andrea Scarnecchia – è prevista entro fine luglio e, a ben vedere, non manca altro che una leggera pulizia dalle erbacce.

Il percorso attrezzato non solo conduce a scoprire uno scorcio meno noto di Barrea, la zona dietro il castello, ma aiuta a raggiungere con facilità il sentiero che conduce all’Area Rapaci, altra attrazione sulla quale punta l’Amministrazione.

Basta seguire la scalinata di via Salita San Rocco e prendere, dopo poche centinaia di metri, la sterrata in salita sulla sinistra e in pochi minuti già si scorge la nuova cartellonistica informativa sui rapaci.

Dall’osservatorio è possibile avvistare l’aquila reale, il nibbio, il falco pellegrino, la poiana, gheppio. Servita da panchine e un piccolo rifugio in pietra, l’area si offre sia ad appassionati di birdwatching sia come alternativa al classico tour dei vicoli del centro.

Se non fosse abbastanza, un’altra sorpresa ci attende vicino al castello, l’esposizione dedicata al mammifero forse più vilipeso dalla cultura occidentale: il pipistrello, e in particolare il rinolofo maggiore, una specie a rischio di estinzione.

La Sala, allestita nel 2016 grazie alla collaborazione con il prof. Danilo Russo, docente dell’Università di Napoli Federico II e coordinatore del Wildlife Research Unit, e con l’Ente Parco, ha il compito di far conoscere il pipistrello attraverso pannelli illustrativi e contenuti multimediali così da sfatare molte delle nostre credenze popolari. Sapevate, per esempio, che non è vero che i pipistrelli si impigliano nei capelli? O che non sono affatto ciechi? O che non succhiano il sangue, se non 3 specie sulle 1.300 esistenti?

Inoltre, grazie a un monitoraggio continuo tramite telecamere, è possibile osservare la colonia che vive in un antico palazzo del centro storico e, se ancora non bastasse, a Barrea si organizzano anche delle bat night, escursioni guidate al tramonto per osservare l’inizio della “giornata” dei rinolofi.

Barrea, dunque, dimostra d’incarnare a pieno il suo carattere turistico puntando, oltre che sulle bellezza naturali offerte dal Parco, anche su attrazioni destinate a ogni genere di visitatore, dai grandi ai bambini, dai più ai meno esperti.

Tutto questo senza dimenticare di preservare il ricco patrimonio ambientale, come dimostra, appunto, la salvaguardia del rinolofo, sostenuta grazie ad alcune borse di studio che ogni anno sono riservate agli studenti del Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli Federico II.

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