“TU CI CHIUDI, TU CI PAGHI”, COMMERCIANTI IN PIAZZA ANCHE A TERAMO


TERAMO – Commercianti e ristoratori in piazza anche a Teramo. Dopo le  manifestazioni di L’Aquila e Pescara, che la scorsa settimana hanno vista gli esercenti manifestare contro le restrizioni in atto per l’emergenza Coronavirus, anche nella città pretuziana arriva una iniziativa pubblica “contro le misure insufficienti a sostegno della crisi”.

L’appuntamento è per domani, mercoledì 4 novembre alle ore 18 in Piazza Orsini “per confrontarci – si legge in una nota – con idee e proposte per affrontare la crisi che stiamo subendo, con tutte quelle categorie sociali colpite più duramente, soprattutto dopo l’ultimo dpcm”.

“Un dpcm con il quale il Governo ha fatto delle scelte chiare, lasciando aperti, ad esempio, i centri commerciali e chiudendo ristoranti, teatri, cinema, circoli culturali, come se cultura e ‘movida’ fossero il problema”.

“Ancora una volta, quindi, si è scelto di sacrificare il tessuto sociale ed economico per loro meno importante, salvaguardando altri interessi”, continuano i promotori nella nota.

“Critichiamo, inoltre, le tempistiche che tutte le istituzioni dal Governo, alla Regione, ai Comuni, non sono state in grado di rispettare nell’ambito dei trasporti (che non sono stati incrementati alla riapertura delle scuole) e della sanità pubblica (di nuovo al collasso con la ripresa dei contagi)”.

“Da marzo ad agosto – rilevano i commercianti – abbiamo ascoltato solo tanti proclami e i fatti stanno praticamente a zero. E oggi siamo noi a pagarne le conseguenze”.

“Il nostro motto è ‘Tu ci chiudi, tu ci paghi!’ proprio perché chiediamo che il Governo si assuma la responsabilità delle scelte fatte e dia una mano concreta a tutte quelle persone che, a causa di queste nuove chiusure, faranno fatica a ‘sopravvivere’, bloccando i pagamenti di affitti, mutui e utenze, e stanziando la cassa integrazione totale per tutti i dipendenti e per i lavoratori del mondo dello spettacolo e della cultura”.

“L’invito è rivolto a tutti: cassaintegrati, piccole attività e partite Iva, baristi e ristoratori, operatori del cinema e dello spettacolo, lavoratori occasionali e part-time, disoccupati, studenti, pendolari, operatori sanitari, del mondo sportivo e delle filiere connesse con i settori interessati”, conclude la nota.

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