TURISMO: LA PROPOSTA, UN BONUS DA SPENDERE A FINE EMERGENZA CORONAVIRUS


CAPESTRANO – Un Bonus per incentivare il turismo quando l’emergenza Coronavirus sarà terminata.

Lo propone Paolo Setta, direttore delle attività turistiche del Gruppo Il Bosso, società cooperativa da oltre vent’anni impegnata nello sviluppo turistico della Valle del Tirino, e presidente di Valledeltirino.it, che riunisce gli operatori della zona.

“Attraverso gli strumenti e le strategie degli apparati tecnici e politici regionali, sperando anche nella capacità degli stessi, si possano generare degli incentivi per una economia circolare di breve-medio termine”, afferma Setta in una nota, “la Regione Abruzzo può attingere da risorse nazionali ed europee trasformando questi bonus, che potremmo chiamare ‘in Abruzzo, per l’Abruzzo’, in una sorta di incentivo alle famiglie e di sostegno alle imprese turistiche”.

“L’entità è da stabilire”, precisa, “ma ogni famiglia riceverà una somma da spendere per una ‘vacanza esperienziale’ su tutto il territorio regionale, usufruendo di tutti i servizi che rientrano nel settore turistico, attraverso una regolare registrazione delle imprese e delle attività regolarmente esistenti già prima del blocco dettato dal coronavirus”.

“Come ormai è palese, per ripartire serviranno idee e azioni shock, noi crediamo che questa idea potrebbe, con le dovute declinazioni tecniche, diventare una giusta ed efficace azione per la durata di almeno un anno a partire da quando sarà possibile riprendere una ‘vita normale’. La stessa Regione, in sintonia con gli operatori, dovrà avere la lungimiranza di sviluppare un Piano strategico sul Turismo, soprattutto concreto ed efficace, che si articoli in 3-5-10 anni”, aggiunge Setta.

“Siamo altresì convinti che il turismo post-coronavirus sarà perfettamente calzante alle micro e piccole destinazioni, come possiamo considerare l’Abruzzo con le sue molteplici località, dal mare alla montagna, dove gli operatori e le dinamiche logistiche e temporali sono ancora autentiche, la natura, i borghi e le persone sono garantiti da forme di vita sociale non straordinariamente invasiva come nei grandi raggruppamenti metropolitani e il rapporto con l’ambiente e la sua biodiversità è ancora autenticamente armonico grazie ad ecosistemi sociali ed economici non massivi”, conclude.

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