ZAFFERANO, ESPERIENZA DI UNA RACCOLTA A NAVELLI

foto Consorzio per la tutela dello zafferano dell'Aquila dop

di MASSIMO PALUMBO*

NAVELLI – C’è qualcuno che teme il freddo e chi, locale, sorride che “con 4 gradi freddo non è”.

Il sole vince la rugiada. Una voce squillante spiega con maestria il gesto della raccolta.

Cesti intrecciati in vimini sperano di essere riempiti di tanti fiori. I giovani già si chinano sulla terra e rapidi colgono uno due tre, quaranta fiori al minuto… quasi a stonare con la lentezza del posto.

La campana suona le nove, il sole è alto. La raccolta deve finire perché i fiori temono il sole.

Solo la nafta di qualche solitario trattore sciupa il momento.

Il borgo diventa una comune ove tutti aiutano tutti. L’opera terapeutica dell’attività di raccolta e di sfioritura dei preziosi petali (perigoni) restituisce odori persi e lontani, di brace di quercia e mandorlo (così ordina il disciplinare!).

Parla Zia Gina: è la storica del Consorzio. Pare Cassazione. Arte fatta parola e gesti e riti. Colore profumo gusto. Una tradizione plurisecolare: lo zafferano dell’Aquila Dop. Esperienza sensoriale, estetica che dà prova del sublime.

*Diritto e sicurezza alimentare

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