AIELLI E QUELL’ARIA DI LIBERTÀ ISPIRATA DA SILONE


AIELLI – Nel cuore della Marsica, ad Aielli (L’Aquila), uno dei comuni più alti dell’altopiano del Fucino, pulsa il cuore di un’associazione speciale, certamente unica nel suo genere, che possiede già all’interno del suo stesso nome il connubio fra due componenti essenziali della vita, evocando in una manciata di sillabe la forza primigenia dell’esistenza.

Libert’aria, si chiama così, è una realtà associativa nata nel 2015 dall’aggregazione spontanea di persone che condividevano passioni e ideali comuni.

“Il primo incontro che abbiamo organizzato”, spiega Benedetto Di Pietro, uno dei componenti dell’Associazione, “risale a quattro anni fa, era dedicato a Dio ed era intitolato ‘Uomini e idee sotto il cielo stellato’. Volevamo discutere liberamente dell’esistenza di Dio, e volevamo farlo affrontando il tema da un punto di vista cristiano ma anche ateo o deista. La sfida era quella e chiunque avesse voluto partecipare all’impresa sarebbe stato ben accolto. Insomma, già dal primo incontro si è mostrata subito la natura della nostra associazione: quel che organizziamo e tutte le nostre attività sono aperte a tutti, non abbiamo ideologie da imporre o da portare avanti per convincere chissà chi, siamo aperti al confronto e al dibattito sempre e comunque, e soprattutto desideriamo affrontare questioni complesse con un pubblico variegato e popolare, vogliamo che le persone partecipino, si confrontino, riflettano, prendano parte alle azioni e alle idee”.

“Libert’aria – aggiunge – non ha verità da rivelare o ideologie da diffondere, ma è semplicemente un luogo di incontro e di crescita personale e collettiva, un luogo scomodo dove mettersi in gioco in prima persona per sé e per gli altri, un luogo per uscire dal nostro individualismo e vivere attivamente il nostro essere cittadini”.

L’associazione aiellese è una realtà sui generis: non ha tesserati, non ha un direttivo formale e non ha nemmeno uno statuto, come si conviene ad una comune associazione eppure è riuscita in soli quattro anni a realizzare appuntamenti e incontri fino ad allora inimmaginati in un piccolo centro come Aielli, come ad esempio quello di creare e tenere vivo un caffè letterario.

“Si tratta di un appuntamento mensile che riproponiamo, ormai da anni”, continua Di Pietro, “con la tenacia di una battaglia quasi donchisciottesca. All’inizio leggevamo tutti lo stesso libro, poi lo stesso autore, adesso ognuno porta un libro a scelta. Sappiamo benissimo che la proposta di leggere un libro al mese non è popolare e non è destinata, nel breve periodo, ad avere successo. Ma a noi non interessa vincere le piccole battaglie”.

“Ci interessa spargere qualche seme qua e là, avvicinare qualcuno alla lettura, confrontarci anche semplicemente fra di noi su un libro o su un autore, stimolare domande più che dare risposte. L’esperienza del caffè letterario è difficile da spiegare a chi non l’abbia mai provata: è un momento di condivisione, anche piuttosto intimo, a volte, su un libro. Assaporiamo un dolce fatto in casa, mangiamo i taralli e il vino, che non mancano mai, e discutiamo, a volte anche animatamente, sulle questioni derivanti dalla lettura. Facciamo vivere i libri, li spogliamo della polvere a cui sono destinati nelle nostre case e condividiamo con gli altri le nostre letture: un atto sovversivo e rivoluzionario in questa società!”.

Tra Libert’aria e la letteratura, del resto, c’è un filo inesauribile e ben saldo che dà buoni frutti, ed è proprio di questi ultimi giorni la notizia, rimbalzata sulle cronache nazionali, della realizzazione di un audiolibro su Fontamara, promossa proprio dall’Associazione tramite un semplice e informale invito, pubblicato sulla propria pagina Facebook.

La particolarità dell’iniziativa è che, a dar voce al romanzo, non sono attori professionisti ma cittadini marsicani, adulti e anche bambini, liberi donatori di voce.

Dalla scorsa estate, poi, nei pressi della celebre Torre delle Stelle, Aielli ospita un murales realizzato dall’artista Andrea Parente detto Alleg, che ha trascritto su una parete il testo integrale del più celebre romanzo di Ignazio Silone, Fontamara. Nel 1980, quando il regista Carlo Lizzani diresse il film tratto dal romanzo siloniano e interpretato tra gli altri, da Michele Placido, girò alcune scene anche nella parte alta di Aielli, rafforzando così un legame tra il grande scrittore e il paese, legame certamente rinvigorito dall’azione energica e sognatrice dell’associazione e dei suoi membri, “libert’ari”appunto.

“Un libert’ario è chiunque voglia sentirsi tale, anche per un periodo di tempo limitato, semplicemente per quello che può e vuole fare. Libert’ario è chiunque abbia la curiosità e il desiderio di condividere liberamente le sue passioni e i suoi pensieri, partecipando, ascoltando e accogliendo gli altri senza giudizio”.

Libert’aria inoltre collabora attivamente con l’amministrazione e con le altre realtà associative del posto alla realizzazione del Festival “Borgo Universo”, un’idea innovativa che coniuga l’arte con la valorizzazione del territorio.

“L’evento nasce con l’intenzione di valorizzare il nostro territorio, abbellendo alcuni scorci del paese con murales e orologi solari. Lo facciamo per promuovere lo sviluppo culturale del paese intorno ad una precisa identità: quella astronomica a cui rinvia la nostra storia, il nostro passato, con la figura di Filippo Angelitti, e insieme anche la nostra modernità, il presente che viviamo, con la meravigliosa Torre delle Stelle, affascinante centro culturale e astronomico del nostro territorio. Non possiamo fare anticipazioni per il 2019 ma di sicuro ci saranno tante novità in arrivo”.

L’entusiasmo sembra proprio non mancare ai Libert’ari anche se, è noto che in un piccolo paese, non sia poi così semplice rimboccarsi le maniche e dar vita a qualcosa di diverso, che porti condivisione, dialogo e aggregazione tra gli abitanti.

“Noi di Libert’aria abbiamo deciso di percorrere vie impervie sì, questo è indubbio, ma lo facciamo con la sicurezza e la tranquillità di chi vuole e può aprire strade diverse, strade nuove, strade non calcate da molti. L’associazione viene percepita in maniera piuttosto eterogenea: c’è chi è felice ed entusiasta delle nostre attività, chi partecipa, chi le guarda con curiosità e ne rimane distaccato e chi le ignora tranquillamente. Certo è che in questi anni la presenza di Libert’aria si è sentita nella vita del paese: quando ripercorriamo la nostra storia ci rendiamo conto delle tante attività che abbiamo proposto e ne siamo sempre emozionati e fieri”.

Viene una gran voglia di andare a respirarla più da vicino quest’aria di libertà.