ARTE CONTEMPORANEA, CICCOZZI ECCELLE ALL’INTERNATIONAL PRIZE DI SALERNO


L’AQUILA – Nuovo importante successo per l’artista aquilano Giancarlo Ciccozzi, premiato all’International Art Prize di Salerno.

A fare da cornice alla premiazione ufficiale è stato lo splendido Teatro Augusteo, dove Ciccozzi ha ricevuto il premio più ambito per un artista del suo calibro: “Premio della Critica Internazionale” per la “Sezione tecnica materica” di Arte Salerno 2018, International Art Prize.

Ciccozzi – si legge in una nota – si è distinto per caratura e capacità tecniche pittorico/materiche, oltre che per la sua incessante produttività; le sue opere si diversificano per la sua tecnica innovativa, ma che contemplano al tempo stesso e nel profondo, una poetica antica e celebrata che conserva perennemente il concetto del bello. Un’arte, la sua, in perenne evoluzione.

“Eccellenza d’artista ed esempio per il futuro dell’arte informale italiana”, è stato il commento univoco della giuria internazionale, che annovera nomi del calibro di Luca Cantore D’Amore, Vart Mesrobian, Jean Blachaert, Rosario Sprovieri, Robert De Tanios, Gonzalo Madeira, Bruno Perpetuo, Giovanni Sciola, Serena Bucalo e Marco Brunella.

Madrina dell’importante manifestazione è stata la giornalista e conduttrice televisiva Veronica Maya. La conduzione dell’intera manifestazione è stata guidata con eleganza e professionalità da Veronica Nicoli.

L’evento si è svolto nella splendida cornice delle “Luci d’Artista”, con un’esposizione di oltre 160 creativi affermati provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo. Più di 2mila domande di partecipazione, ma solo 160 gli artisti selezionati.

Arte Salerno 2018, International Art Prize, curato da Prince Group, che annovera strutture come Artetra e Prince Art Gallery, fanno testa al noto curatore Armando Principe: le mostre hanno avuto luogo a Palazzo Fruscione e alla Basilica della Santissima Addolorata di Salerno.

L’evento è stato seguito da Ikon Art Magazine del gruppo Prince Group, oltre che dai media nazionali ed internazionali.

Le opere di Ciccozzi rappresentano una sorta di “rinascita dopo la tragedia“, commento fatto dopo che l’artista ha citato delle vicissitudini degli aquilani con il terremoto del 2009. Vita, emozioni e arte che vanno sempre di pari passo con la vita dell’uomo.

A supporto di questa tesi Luca Cantore D’Amore, noto critico d’arte che ha citato ad esempio il “Grande Cretto” di Gibellina di Alberto Burri, una sorta di “aldilà” rinato sulle macerie della città distrutta dal sisma.

Sulle orme del grande maestro di città di Castello che cancella il supporto su cui viene fatta l’opera, anche Ciccozzi elimina la pittura e la rappresenta con una “simil pittura” per lo più materica, che poi diventa realtà.

Questo successo è un segnale inequivocabile che porta a risultati concreti per l’artista aquilano che, anche per le sue attuali quotazioni, può ormai essere annoverato tra i maggiori nomi dell’arte informale italiana e internazionale.

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