“CARPE DIEM”, L’AFGHANISTAN VISTO DA RENATO VITTURINI IN MOSTRA ALL’AQUILA


L’AQUILA – Una decina di scatti, visibili fino al prossimo 27 settembre, all’interno del bar Olimpia, su Corso Vittorio Emanuele all’Aquila. È “Carpe Diem”, mostra del fotografo Renato Vitturini.

Le immagini mostrano quel mondo di cui abbiamo sentito parlare, ma che spesso sfugge all’attenzione quotidiana, quando altri argomenti prendono il sopravvento: l’Afghanistan.

Renato Vitturini, fotografo del quotidiano Il Messaggero, si è recato due volte in quel paese, nel 2008 e nel 2009, per guardare con i propri occhi, e restituire attraverso la macchina fotografica, una realtà fatta di povertà, fatica, paura e grande bellezza umana.

“La paura c’era, ma mi muovevo sempre con i militari, ero nella base militare di Herat. ll terremoto che ci ha colpito direttamente, e quelle esperienze in Afghanistan, sono state le più forti della mia vita”, racconta Vitturini a Virtuquotidiane.

“Ancora oggi – prosegue – ho pudore a mostrare queste foto. A volte sembrano fuori contesto, qualcuno pensa ‘ma perché ci parli di Afghanistan?’, è una domanda cui rispondo con le immagini”.

La mostra restituisce sguardi, momenti di vita, territori arsi dal sole e dal vento, umanità silente e piena di domande.

Ad accompagnare l’esposizione, le parole intense di Marco Guidi, giornalista esperto di Medio Oriente e Islam, a lungo inviato del Messaggero, in Turchia e nel mondo arabo.

“Nelle fotografie di Renato – scrive Guidi- c’è l’occhio diverso sulla guerra, colta quasi di sguincio dal pertugio di un’arma, o magari vista da un soldato che pare un robot. Ma soprattutto c’è il modo di avvicinarsi alla gente, a quei bambini che camminano, alle donne coperte. A quei villaggi poveri da sempre. Renato è uno che fotografo lo è dentro, prima ancora di impugnare una telecamera”.

La mostra arriva dopo tanti anni di attività di Vitturini, finora troppo schivo per lanciarsi in questa iniziativa. Infatti il suo grazie e la sua dedica è al compianto professor Alvaro Spacca, scomparso lo scorso anno.

“Ciao Alvaro…”, recita la foto-locandina della mostra. “Senza il suo supporto, senza la sua spinta -racconta Vitturini- non mi sarei mai spinto a fare questa mostra. A lui tutto il mio grazie”.

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