DAL CARTEGGIO TRA D’ANNUNZIO E LA DUSE NASCE “SONO FURENTE”, IN SCENA ALL’AQUILA CON FEDERICA DI MARTINO


L’AQUILA – Un nuovo debutto per il Teatro Stabile d’Abruzzo che insieme a I Solisti Aquilani presenta “Sono furente”, dal carteggio tra Eleonora Duse e Gabriele D’Annunzio, con Federica Di Martino e il quintetto dei Solisti Aquilani composto da Federico Cardilli e Matteo Pizzini al violino, Margherita Di Giovanni alla viola, Giulio Ferretti al violoncello e Clara Gizzi all’arpa.

Nell’ambito della rassegna I Cantieri dell’Immaginario, promossa dal Comune dell’Aquila, lo spettacolo andrà in scena martedì 14 luglio alle ore 21,30 in Piazza Duomo, nel cuore della città.

“Sono furente” è la drammaturgia de “La figlia di Iorio mancata”: nell’estate del 1903 in poco più di un mese Gabriele D’Annunzio compone, mentre era in vacanza con Eleonora Duse, il suo capolavoro: La Figlia di Iorio. Alla scrittura dell’opera si può dire che la grande attrice abbia preso parte attiva, accompagnandone l’autore durante la stesura e divorando fervidamente la pagine appena scritte come prima e unica uditrice.

Eleonora Duse sentiva il ruolo della selvaggia Mila di Codra suo più di ogni altro. Il 2 marzo del 1904 alle 20.45 si alza il sipario al teatro Lirico di Milano per la prima rappresentazione della Figlia di Iorio, ma la protagonista nel ruolo di Mila di Codra è Irma Grammatica.

Così, mentre il mondo sancisce il successo indiscusso dell’opera e chiama Gabriele D’Annunzio in trionfo, in una stanza d’albergo a Genova si consuma invece il dramma umano di Eleonora Duse, doppiamente tradita: come attrice e come donna.

La Duse infatti da qualche mese aveva problemi di salute che avrebbero ritardato il debutto ed era stata ritenuta dal produttore troppo agée per la parte, e D’Annunzio era affettivamente latitante avendo già da qualche mese intrecciato una relazione con la bellissima e giovane Alessandra Di Rudini.

Mentre un’altra quella sera recitava la sua parte, la grande attrice, ancora malata, estrae il suo copione da sotto il cuscino di un letto di stanza d’albergo e comincia furiosamente, febbrilmente a leggere dei brani dell’opera. È da questa immagine che si è partiti per la lettura-spettacolo.

Le lettere che costituiscono la drammaturgia sono scritte dall’attrice tutte nel marzo e nell’aprile del 1904, periodo in cui, nella solitudine e nell’inazione della malattia, la Duse quarantaseienne acquista una doppia consapevolezza: che non interpreterà mai la Figlia di Iorio e che la sua relazione d’amore e d’arte con Gabriele D’Annunzio è finita.

Sono lettere bellissime. Scritte per lo più in ore notturne, sono veri e propri dialoghi solitari.

Quella della Duse è una scrittura teatrale pura, legata probabilmente all’oralità dell’attrice.

Eleonora scrive come parla, con le emozioni che si affollano tutte insieme nella sua mente: i fogli sono corpo fisico, su cui lei traccia ferisce incide parole dolcissime a tratti, a tratti amarissime, con cui chiede, rivendica, ricorda, implora.

Nel rispetto delle norme di prevenzione per il contagio da Covid-19, per accedere agli spettacoli in cartellone occorre presentare il biglietto stampato dal sito www.cantieriimmaginario.it oppure da www.i-ticket.it, il costo del biglietto è di 5 euro.

Gli abbonati alla Stagione Teatrale Aquilana potranno utilizzare, anche per più di un biglietto, il voucher di rimborso presente nella sezione “modalità di pagamento”.

Non si potrà effettuare servizio di botteghino in loco e si potrà accedere ai luoghi di spettacolo un’ora prima dell’orario d’inizio indicato.

Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.