DAL TEMPO DELLA COMMEMORAZIONE ALLA COMMEMORAZIONE DEL TEMPO, ALL’AQUILA FILOSOFI DA TUTTO IL MONDO
L’AQUILA – In questi giorni di commemorazione che ci avvicinano al 6 aprile, ripensare al terremoto è in qualche modo ripensare al tempo che ci separa da quella notte: 10 anni estremamente densi che danno l’impressione di essere più lunghi, più lenti, come se il tempo cronologico non corrispondesse al tempo individuale e sociale. Ma che cos’è, in fondo, il tempo?
Questa è la complessa domanda che sottende il convegno internazionale promosso dall’Università degli Studi dell’Aquila e dal Gssi-Gran Sasso Science Institute dal titolo “What is time? Einstein-Bergson 100 years later” che si svolgerà all’Aquila il 4, 5 e 6 aprile e vedrà coinvolti di fisici e filosofi provenienti dagli atenei di tutto il mondo.
Dal tempo della commemorazione alla commemorazione del tempo pare essere il passaggio concettuale che ha spinto gli scienziati e i filosofi impegnati nelle strutture universitarie e nei laboratori di ricerca presenti sul territorio aquilano a cercare “un modo positivo e fiducioso” per onorare il decennale del terremoto. Il 6 aprile del 1922, infatti, alla Sociéte française de Philosophie di Parigi, Albert Einstein incontrò per la prima volta Henri Bergson per discutere sulla natura del tempo alla luce dell’allora nascente teoria della relatività: “Il tempo di cui si occupa il fisico – chiedeva Einstein – è lo stesso su cui riflette il filosofo?”.
Quel giorno a Parigi lo scontro fra le due prospettive fu inevitabile. Bergson e Einstein, da allora, hanno incarnato l’emblema del difficile rapporto tra scienza e filosofia, le cui conseguenze, ancora oggi, non sono state ancora del tutto risolte. Persuasi che ormai i tempi possano essere “maturi per tentare di riscriverne gli esiti” di quello scontro, Gssi e Univaq anticipano di 3 anni il centenario dell’incontro parigino facendolo coincidere col decennale del terremoto: “Anche il tempo che ha seguito il tragico evento si è infatti ‘spezzato’ in tempo vissuto del trauma e tempo quantificato, ma più estraneo, della ricostruzione. Il 6 aprile diventa quindi una data simbolo di 2 ricostruzioni”.
Ai dibattiti che animeranno i tre giorni parteciperanno importanti studiosi della fisica teorica, della cosmologia scientifica e della filosofia, delle correnti cosiddette “analitica” e “continentale”: Guido Tonelli, Giuseppe Longo, Christian Wütrich, Julian Barbour, Etienne Klein, Carl Hoefer, Jimena Canales, Elie During, Mauro Dorato, Rocco Ronchi, Eugenio Coccia.
A ciascuno di essi sarà sottoposta la medesima questione che quasi 100 anni fa aveva diviso Einstein e Bergson: che cos’è il tempo? Tre i grandi obiettivi che si prefigge di raggiungere il convegno: 1) ricostruire il contesto storico e culturale del dibattito parigino; 2) riproporre la questione sollevata allora, tenendo conto dei risultati più recenti della ricerca scientifica e filosofica; 3) formulare nuove ipotesi capaci di conciliare il tempo dell’uomo con quello della natura.
Tentare di costruire una discussione filosofica e scientifica sul tempo in una città che dal tempo è stata segnata e che al tempo chiede di poter curare le proprie ferite è “forse l’unico modo per affrontare questa triste ricorrenza, indicando, nel presente e con la forza di una comune passione, una strada su cui ricostruire il proprio passato in vista della costruzione del proprio futuro”.
Il convegno appare, insomma, come una preziosa occasione di riflessione per tentare di capire un po’ più a fondo cosa è il tempo per l’essere umano e cosa è stato il tempo di questi 10 anni per la città dell’Aquila, quale ricostruzione emotiva e materiale abbiamo finora realizzato e quale ricostruzione, invece, dobbiamo ancora portare avanti per ricucire il rapporto tra la città e il tempo e per sanare la ferita, tuttora aperta, nella nostra memoria.
I lavori avranno inizio il 4 aprile alle 9,00 e si concluderanno il 6 aprile alle 14,00. Il 4 aprile si svolgeranno al Gssi-Gran Sasso Science Institute (Via Crispi 7), il 5 aprile al Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila (Viale Nizza 14), il 6 aprile all’Auditorium del Parco (Viale delle Medaglie d’oro).
La partecipazione è gratuita. (a.c.)
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