GLI ABITI DELLA COMPAGNA DEL VATE IN MOSTRA A CASA D’ANNUNZIO


PESCARA – Velluti e sete, organze, morbide arricciature, linee morbide, fodere oro. Così si compie il vasto senso di bellezza, parole sensuali, versi di ineffabili stati d’animo che attraversa il ‘900 dannunziano.

Ma il poeta non è solo, in questa vita artistica dei primi anni del secolo scorso. Ad un certo punto incontrò, stringendo con lui un rapporto trentennale, Mariano Fortuny junior “multiforme ingegno”, designer, scenografo, pittore, fotografo e molto altro, che assemblava nelle sue espressioni, qualsiasi forma assumessero, la sintesi di arti “alte e basse” ivi compreso il disegnare stoffe nei suoi abiti “ indossati come opere d’arte” da chi aspirava ad una elevazione sociale e culturale nella moda d’epoca.

A lui Gabriele d’Annunzio chiese di realizzare per la sua amante, intorno al 1920, la tunica e cappa in seta verde-turchese stampata oro, in mostra a Casa d’Annunzio a Pescara per “I meravigliosi abiti di Luisa Baccara, ultima compagna del Vate”.

Ardeva, il poeta, vestire la sua donna con quell’eleganza raffinata di sollecitazione sensoriale, lussuria e bellezza.

La mostra, curata da Licio e Maria Luisa Di Luzio e Davide Lissandrin, nell’ambito delle “Passioni di Fiume“ per celebrare i 100 anni dell’impresa, oltre agli abiti espone manifesti, cimeli, autografi del poeta, sarà presentata con un evento venerdì 11 ottobre alle 17,30 alla presenza di Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale, e interventi di Lucia Arbace, Maria Luisa Di Luzio e Franca Minnucci. Intermezzo musicale con la filarmonica del maestro Vincenzo De Ritis.

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