Cultura 04 Ago 2019 12:30

LAURA CURINO CHIUDE IL “MONTONE FESTIVAL” CON LO SPETTACOLO “SCINTILLE” SULLE DONNE

LAURA CURINO CHIUDE IL “MONTONE FESTIVAL” CON LO SPETTACOLO “SCINTILLE” SULLE DONNE

MOSCIANO SANT’ANGELO – A illuminare l’ultima serata del Montone Festival, a Mosciano Sant’Angelo (Teramo), una protagonista assoluta del teatro italiano: Laura Curino, autrice e attrice torinese, tra i maggiori interpreti del teatro di narrazione, tra i cui spettacoli vanno ricordati Elementi di struttura del Sentimento (1985) da Le affinità elettive di J.W. Goethe (Premio Ubu per il miglior spettacolo di ricerca della stagione), La storia di Romeo e Giulietta (1991, Premio Ubu per la drammaturgia), Olivetti, monologo (con la regia di Gabriele Vacis, pubblicato da Baldini e Castoldi).

A Montone la Curino porterà Scintille, uno spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Catania per la regia di Laura Sicignano, che rievoca la tragedia dell’incendio della fabbrica Triangle in cui persero la vita 146 persone, in maggioranza donne; evento che ebbe una vasta eco sociale e politica determinando la nascita di quella che poi sarebbe diventata la Festa della Donna.

Lo spettacolo rievoca questa giornata dal punto di vista delle protagoniste, una madre e due figlie, emigrate dall’Italia in cerca di fortuna.

Una scintilla. Forse è scaturita da una delle fioche lampade a gas che illuminano le file di cucitrici, chine sulle loro macchine. In un attimo, all’ottavo piano del grattacielo che ospita la fabbrica, prendono fuoco le camicette appese sopra le teste delle lavoratrici, gli avanzi di tessuto ammucchiati in enormi cumuli negli stanzoni, i rocchetti di filo.

Non esiste un’adeguata protezione antincendio. Il fuoco impedisce di fuggire. C’è solo una scala d’emergenza, che subito crolla sotto il peso delle operaie. Le porte sono sbarrate: le hanno chiuse i proprietari della fabbrica, per impedire che le lavoratrici escano prima dell’orario stabilito.

La tragedia si svolge in 18 minuti: 146 morti, quasi tutte ragazze. Seguiranno una serie di processi, da cui i proprietari della fabbrica usciranno praticamente impuniti. Ma la scintilla della protesta si è sprigionata da questa terribile vicenda, che diventerà uno dei precedenti storici per la Festa della Donna.

Molti altri episodi hanno concorso a dar vita all’8 marzo: è certo che se anche fosse falso il collegamento storico, non c’ è episodio nella storia delle donne più adatto a segnare un punto di svolta.

“Non una narrazione, ma una molteplicità di interpretazioni, dove il personaggio di una madre, la Caterina, come una matrioska, contiene ed emana da sé gli altri personaggi, le figlie, e un coro di altre figure minori, ma non secondarie”, scrive la regista.

“Nessuno è minore in questa storia, scritta per restituire voce alle 146 operaie bruciate alla TWC in 18 minuti. La storia minore delle donne che hanno fatto la Grande Storia, ma sono state dimenticate. Esiste l’elenco delle 146 vittime. Tra i 146 nomi e cognomi spiccano alcuni nuclei famigliari: ci sono anche Maltese Caterina, 39 anni, Italia; Maltese Lucia, 20 anni, Italia; Maltese Rosa, 14 anni, Italia. Chi erano queste donne? Cosa sognavano quando sono partite alla ricerca del sogno americano, della terra promessa? Madonne addolorate senza assunzione al cielo, ma solo un lavoro a cottimo”, conclude Laura Sicignano.

Il programma dell’ultima serata del Festival prevede alle ore 21 Il Gran Ballo dei Derelitti, teatro circo con la Compagnia di Circo TaDam, alle ore 22 Scintille – teatro di narrazione – con Laura Curino e alle ore 23,30 Belle fijole, concerto di musica popolare del Passagallo.


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