LE NOTE DEL JAZZ ITALIANO PER LE TERRE DEL SISMA TORNANO AD ACCAREZZARE L’AQUILA


L’AQUILA – È tornato ricco e pieno di possibilità di ascolto Il Jazz italiano per le terre del sisma, ideato nel 2015 da Paolo Fresu e ogni anno con direttori diversi. Quest’anno l’intero programma è stato firmato da Riccardo Brazzale (musicista, direttore artistico Vicenza Jazz Festival), Claudio Filippini (musicista) e Francesco Mariotti (direttore artistico Pisa Jazz).

Superate le restrizioni Covid, undici piazze e una libreria, hanno ospitato all’Aquila oltre 200 artisti nei pomeriggi e nelle serate di sabato e domenica.

Tante le azioni solidali e di crescita culturale che il jazz ha portato in questi anni, ultima la creazione di una orchestra giovanile le cui audizioni sono in corso in questi giorni e il costante coinvolgimento, durante l’anno, degli istituti comprensivi Patini e Dante Alighieri e del Conservatorio di musica “Alfredo Casella”, le cui iniziative sono state portate sul palco nella seconda giornata della kermesse.

La manifestazione è stata aperta in due punti distanti della città. Da una parte, nella zona dove arrivavano i viaggiatori di un tempo, alla Fontana delle 99 cannelle, è arrivato il Cammino solidale, partito da Camerino (Macerata) e conclusosi con una esplosione di emozione, suggellato dall’apertura di una bottiglia di spumante per il benvenuto e tanta musica in allegria con “L’Orchestrino”.

Dall’altro lato della città, nello splendido scenario del Castello cinquecentesco, il talentuosissimo pianista Giovanni Guidi che con “100 Comizi d’Amore” ci ha condotto in uno dei primi progetti dedicati a Pasolini.

Pier Paolo Pasolini e Charles Mingus sono gli artisti, di cui ricorre il centenario della nascita, ai quali i tre direttori artistici hanno voluto dedicare questa manifestazione dandogli il titolo “In molti sogni, la verità che è in noi”.

Impossibile ascoltare tutti gli artisti e raccontare ogni singolo evento, Virtù Quotidiane vi porta nel suo proprio viaggio all’interno della manifestazione.

Ad abbracciare la città, dopo due anni di contenimento e restrizioni dovute al Covid,  è tornata la trascinante street band Funk Off. Nelle prime ore del pomeriggio di sabato, i musicisti della band hanno invaso allegramente il Corso principale della città con i fiati, la grancassa, i cimbali, le percussioni. Ritmi irresistibili, energia e tanto convogliamento per il pubblico di tutte le età, che ha risposto con applausi e grande apprezzamento.

Le nuvole e una leggera pioggia poco prima dei concerti non ha modificato nulla.

Tante le persone nelle strade del centro storico dell’Aquila, per questa festa di musica, che è ormai di riferimento per il jazz italiano, e che ha una dimensione profondamente umana, come ha raccontato Angelo Valori, responsabile organizzativo di “Jazz all’Aquila”: “Qui arrivano i direttori artistici di tutti i festival jazz d’Italia a dare una mano con i lavori nei palchi, c’è una partecipazione affettuosa, e dalla città riceviamo lo stesso affetto caloroso di cui siamo grati”.

Sono arrivati dal Festival jazz di Empoli, da quello della valle dei templi di Agrigento, da Moncalieri, dalla Valtellina, solo per citarne alcuni. Affetto, curiosità, desiderio di socialità e buona musica, tutto questo si è respirato in queste ore all’Aquila.

Nel delizioso cortile di palazzo Lucentini Bonanni abbiamo ascoltato due donne.

Silvia Bolognesi  con Emanuele Parrini in un accattivante “Mingus 100”, e poi Louisiana Lorusso, intensa violinista e voce nel suo “Me Myself and Eye”.

Le piazze interessate dai diversi programmi musicali hanno dato un carattere esse stesse alle esibizioni. A Piazza dei Gesuiti, in un luogo perfetto per l’ascolto musicale, abbiamo incontrato il trio di Mauro De Federicis artista abruzzese, che ha presentato un nuovo progetto “Turn the page” estremamente coinvolgente per il pubblico che ha regalato applausi ed entusiasmo.

E ancora, girovagando, ci siamo imbattuti, in piazza Chiarino, via via più gremita, nel pregevole quartetto Max Ionata 4tet, artisti di altissimo livello della scena jazz nazionale.

Altri progetti dedicati a Pasolini e Mingus si sono avvicendati nelle piazze.

Sul main stage di piazza Duomo ad aprire i concerti la Big Band del Conservatorio dell’Aquila, poi il Furio Di Castri Quintet con “Furious Mingus” e il Pasolini popolare del progettoLe Nuvole di Pier Paolo” con Daniele Sepe, Flavio Boltro e la preziosa voce di Emilia Zamuner.

Daniele Sepe dal palco ha detto “Il nostro è un omaggio ad un intellettuale di cui, oggi, abbiamo ancora bisogno. Pasolini ci ha dato un patrimonio ricchissimo e fu uno dei primi a dare attenzione alla musica popolare con il suo canzoniere”. E di questa dimensione pasoliniana è incarnato il progetto di Sepe.

La prima serata del jazz a L’Aquila ha portato, sempre sul palco di piazza Duomo, una colonna del jazz, Enrico Rava e la giovanissima violinista di grandissimo talento e creatività, Anais Drago. Un progetto speciale, appena nato, in prima assoluta a L’Aquila. Un ascolto complesso sempre più coinvolgente che ha letteralmente attratto il pubblico, nota dopo nota.

Piazzetta del sole, un vero salotto della città ha ospitato una jam session sabato 3 fino a tarda sera e Piazza Chiarino, già cuore pulsante della vita notturna, ha fatto ballare il pubblico con Raffaele Costantino djset.

Il 4 la manifestazione si è aperta sotto una leggera pioggia, e l’immancabile momento musicale davanti l’ex casa dello studente, quest’anno affidato al sassofonista Dimitri Grechi Espinoza.

Il cielo si è aperto e in tantissimi sono tornati a percorrere le strade del centro, tra i molti appuntamenti disseminati nelle piazze.

Per la prima volta, tra i luoghi di esibizione, anche l’Oratorio di Sant’Antonio dei Cavalieri De Nardis che nella seconda giornata ha ospitato un progetto multimediale che ha visto coinvolti musicisti e fotografi.

Impossibile citare tutti i progetti, tutti i partecipanti. In città sono arrivati  gradi nomi del  jazz italiano come: Dario Carnovale, Lorenzo Conte, Enrico Morello, Vito Quaranta, Vince Abbracciante, Giorgio Vendola, Helga Plankensteiner per citarne alcuni.

Come il pubblico, ci siamo lasciati andare alla scelta in parte casuale, in parte dettata da curiosità di questo o quell’artista, o dal puro gusto musicale.

Luca Bulgarelli, contrabbassista d’eccezione, in duo con Jacopo Ferrazza, ha proposto “Mingus Project” apprezzatissimo dai moltissimi ascoltatori arrivati al Palazzo Lucentini Bonanni.

Non nuovi in città, abbiamo ritrovato gli straordinari Michele Polga, sassofonista, e Rosa Brunello, bassista nel progetto del “Michele Polga Nica 4tet” che ha galvanizzati il gremito pubblico di piazza Santa Margherita.

Il Castello, domenica in particolare, è stato affollato da tantissimi ascoltatori. Lì tra gli altri, il “progetto SisTREs e Paolo Di Sabatino Trio”  e l’Alexander Platz Jazz Orchestra.

Il main stage di piazza Duomo, anche nella seconda giornata, ha regalato momenti di grande musica. Con “Fontanarossa Open Orchestra” in “Mingus Mingus Mingus”,  Robert Bonisolo Quartet e Anna Zago, Nico Gori Around Clarinet,  per la prima volta in città Carolina Bubbico con “Il dono dell’ubiquità” e tarda serata chiude Franco D’Andrea con il dj rocca.

L’intera manifestazione è stata promossa dal Ministero della cultura dal Comune dell’Aquila all’interno del Programma Restart (“Progetto sostenuto con fondi Restart – Sviluppo delle potenzialità culturali ai sensi della Delibera Cipe 10 agosto 2016, n. 49”), sostenuta dai Comuni di Accumoli, Amatrice, Camerino, Fiastra, Norcia, Usssita e da Siae-Società Italiana degli Autori ed Editori, in qualità di main sponsor, con il supporto di NUOVOIMAIE, Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, Regione Abruzzo, il contributo tecnico di CAFIM, e organizzata e coordinata dall’associazione Jazz all’Aquila in collaborazione con la Federazione Nazionale Il Jazz Italiano.

LE FOTO (per cui si ringraziano, per la gentile concessione, anche i fotografi Luciano Americano, Stefano Celiberti, Paolo Soriani di AFIJ)

Enrico Rava

jazz

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