OPEN, LO SPETTACOLO SUL CAMPO DA TENNIS DEI “GUASTAFESTE” ISPIRATO ALLA STORIA DI ANDRE AGASSI

foto Stefano Ianni

L’AQUILA – Lo spettacolo entra in campo, quello da tennis. Siete mai entrati in un campo da tennis? Avete mai visto uno spettacolo teatrale su un campo da tennis? Tenetevi pronti perché l’associazione culturale I Guastafeste presenta Open, lo spettacolo che vede protagonisti l’attore teatrale Marco Valeri insieme ai musicisti Stefano Valeri in arte Gas e Giancarlo Tiboni in arte Inobeat.

La regia condivisa del trio va in scena a L’Aquila domenica prossima, 4 ottobre alle ore 17, sul campo del Centro Tennis Nino di via Ettore Moschino.

Open è una riscrittura originale che si ispira liberamente al carisma e alla biografia del tennista Andre Agassi, scritta dal premio Pulitzer J.R.Moehringer e soprattutto al modo in cui questo astro nascente, incompreso, scostante, eterno, abbia lasciato, strada facendo, dalla metà degli anni Ottanta fino al primo decennio del 2000, un segno indelebile nel mondo, in generazioni di tennisti e appassionati sotto diversi punti di vista.

“È uno spettacolo che parla di tutti noi, del coraggio e di come tutti e tutte dovrebbero rivendicare il diritto di scegliere, di vivere, di non tradire la propria natura, di perseguire i propri sogni e di come e perché trovare ispirazione. Lo spettacolo parla di odio e amore e di come forse ogni essere umano scopra davvero se stesso solo dopo essere passato attraverso esperienze fondanti, illuminanti. Accettare la fragilità e l’imperfezione, arrivare al culmine e poi piombare nel baratro, poi ancora avere la forza di rivedere la vetta per raggiungerla. È una vera e propria parabola”, spiega a Virtù Quotidiane Marco Valeri, che oltre ad essere attore di teatro professionista, è anche istruttore di tennis.

“Da quando ero ragazzino ho sempre coltivato queste due passioni, sia quella del tennis come agonista che quella del teatro, divenute poi una costante della mia esistenza. Agassi è stato indubbiamente uno dei personaggi che ha segnato l’epoca in cui giocavo e guardavo il tennis. Un tennista che ha cambiato l’immagine del tennis, fuori dagli schemi e dallo star system – racconta Marco –, il primo durante i tornei a indossare colori acidi in contrapposizione al bianco di Wimbledon”.

“Per noi adolescenti dell’epoca seguire una rivelazione come Agassi, sui campi da tennis internazionali già dall’età di 14 anni, è stato avvincente. Un ribelle che nel tempo mette in discussione la sua stessa figura, dall’imposizione paterna verso la disciplina del gioco alla contraddizione che lo porta ad affermare di odiare il tennis ma di non poterne fare a meno. Aspetti collegati alla sensibilità individuale, al dramma esistenziale di ognuno”.

La formazione del trio non è affatto casuale perché i tre protagonisti sono accomunati dalla stessa esperienza, sia in ambito sportivo sui campi da tennis che artistico.

Per partecipare allo spettacolo è necessaria la prenotazione al numero 328-0822365.

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