“PELLI SCURE”, MONOLOGO DI SCONCI AFFRONTA SCOTTANTE TEMA DEL PREGIUDIZIO
L’AQUILA – Un monologo nato “mettendo insieme Le Metamorfosi di Kafka con il famoso discorso di Martin Luther King del 1963, in base alla necessità di voler raccontare il pregiudizio e la violenza dilagante nel nostro paese, la quale non fa altro che venire incrementata di giorno in giorno dalle dichiarazioni e dalle scelte politiche del nostro governo, da parte della Lega di Matteo Salvini in particolare”.
È “Pelli scure”, scritto diretto e interpretato dall’attore aquilano Massimo Sconci.
“Le imbarazzanti dichiarazioni di razzismo che negli ultimi mesi sono finite sulla cronaca locale e nazionale, mi hanno fatto pensare che poteva essere giusto immaginare cosa potrebbe succedere se fossero proprio i nostri rappresentanti in Parlamento a svegliarsi una mattina con un colorito della pelle poco adatto al loro ruolo sociale”, spiega l’autore in una nota.
“Per un buono sviluppo del racconto, è proprio quando i personaggi fanno un passo falso che la vicenda diventa interessante, perché è da lì che si sviluppa l’ironia del paradosso. In questo caso è l’assurdità di dover pensare che avere un colore diverso possa davvero costituire un serio ostacolo per poter essere accettati come semplici individui civili”.
“Eppure si tratta di questo, ed è un problema che oggi in Italia è più che mai reale! – continua Sconci – . Penso che, in qualche modo, lottare contro la discriminazione voglia dire combattere su più fronti, a tutti i livelli della società. Discriminazione e razzismo sono minacce che toccano non solo il singolo, ma l’intera collettività. Inoltre la tutela della dignità umana è uno dei valori fondamentali di ogni Stato di diritto”.
“Lo recita anche la nostra Costituzione. Spetta quindi allo Stato formare le condizioni per contrastare la discriminazione, emanando leggi volte a garantire la coesistenza pacifica di tutti gli esseri umani”, conclude Sconci.
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