PENTOTHAL, SPOT FESTIVAL TEATRALE: 10 MINUTI DI FINZIONE ALLA RICERCA DELLA VERITÀ


L’AQUILA – Non solo teatro, ma anche musica, poesia, letteratura, attualità e fumetti in una serie di quadri sperimentali da dieci minuti. Ecco Pentothal, l’appuntamento di Teatrabile ideato da Eugenio Incarnati con la collaborazione di Alberto Santucci e Alessandra Tarquini in programma alla casa del Teatro di piazza d’Arti (via Ficara) il venerdì.

Pentothal chiama tutte le persone, provenienti dai più disparati ambiti, ad esprimersi sotto i riflettori. Si presenta come  uno “spot festival teatrale”, fatto di interventi da dieci minuti, incursioni in ambiti culturali molto distanti fra loro.

Tutti possono fare delle proposte per Pentothal. Il prossimo appuntamento c’è venerdì 15 novembre, alle 19. Si alterneranno Vittorio Cortellessa, Fabio Iuliano, Matteo Caggio e lo stesso Santucci.

Quest’ultimo, attore e rugbista, oltre a condurre ed introdurre poeticamente tutti gli interventi,  propone una performance dal titolo “Un giorno mi son sentito stanco”.

Cortellessa presenta “Laiche provocazioni di un umanista sulla rivoluzione digitale” ispirata dalla lettura dell’ultimo Baricco.

Il contributo di Iuliano, chitarra e voce, ha un titolo rock che non lascia indifferenti gli appassionati springsteeniani né le persone che hanno vissuto un sisma come quello che ha colpito il capoluogo. Il titolo è ispirato proprio alla canzone di Bruce Springsteen, “My city of ruins”, dedicata nel 2009 anche alla “gente dell’Aquila”. L’accompagnamento ritmico è di Alain Jackson Bizimana.

Completa la quaterna Matteo Caggio.  Amante delle riflessioni epistemologiche, presenta un suo brano ispirato al teatro, a Brecht e soprattutto alla figura di Galileo: “Galileo in progress”. La scorsa settimana c’era stata anche una performance di Paola Retta, scrittrice e attrice.