SUPEREROI DEL QUOTIDIANO, RICORDI E STORIE DI GENTE COMUNE NEI MILLE ABRUZZI DI BRACCILI


ROSETO DEGLI ABRUZZI – “Gente felice, triste e incazzata nella regione forte, gentile e martoriata”.

Poche ma essenziali parole racchiudono il senso di un libro, I Mille Abruzzi, del giornalista e inviato del Tgr, Umberto Braccili. Storie e testimonianze raccolte in anni di “lavoro più bello del mondo” vissuti a stretto contatto con le persone, con la realtà vera che, con un voluto gioco di parole, è ben diversa dalla percezione della realtà filtrata dalla televisione, dalla virtualità dei social network sempre più confusi e mescolati con la vita di ognuno.

Invisibili, supereroi del quotidiano, storie di ordinarie difficoltà che troppo spesso diventano ostacoli insormontabili per chi si trova ad affrontarli da solo, nel disinteresse della società a partire dal vicino di casa fino alle istituzioni. Ma anche positività, resilienza, i racconti di persone coraggiose tanto da reinventarsi nella vita e nel lavoro anche quando tutto è un remare contro corrente.

Virtù Quotidiane ha raccolto, in un tiepido pomeriggio di questo ottobre rosetano, la testimonianza nella testimonianza, le sensazioni che Braccili, faccia gioviale e spirito franco, ha voluto esprimere attraverso le storie brevi ma intense della gente d’Abruzzo, fino a ricordarne le tradizioni e i ricordi fissati su carta dalla penna di venti scrittori e giornalisti, in chiusura di volume.

“È un libro bis – ha spiegato Braccili – perché c’è stata una prima pubblicazione che si intitola proprio Lo Dico al Tg, e che ha seguito un po’ la mia rubrica all’interno dell’informazione quotidiana. Circa 150 storie quasi tutte denunce. Anche in questo nuovo lavoro parto dal denunciare quello che non va, ma c’è spazio anche per dire quanto è bello parlare con la gente e alla gente”.

Riscoprire l’ascolto, la vicinanza e superare l’indifferenza verso il prossimo, uno degli aspetti caratterizzanti della società moderna, ecco l’intento del libro I Mille Abruzzi.

“Tra le storie della gente comune ci sono storie meravigliose di persone, i miei supereroi, capaci di fare tanto con gesti semplici senza chiedere niente in cambio – ha raccontato ancora il giornalista – come pure ci sono gli Invisibili le cui vicende vanno oltre le difficoltà immaginabili. L’invisibile è condannato a morte, abita nella porta accanto alla tua e tu non sai nemmeno il dramma che sta vivendo”.

In una società in cui ci si scambia opinioni, ci si aggredisce al riparo di una tastiera e di uno schermo, è triste è vero il fatto di non conoscere nemmeno chi abita nello stesso palazzo, con la constatazione amara di essere, per la maggior parte, ciechi e sordi all’ascolto e alla comprensione dell’Altro.

“C’è una parte di denuncia, in questo libro, di sconforto: ci portiamo dietro ogni giorno il peso degli Invisibili – ha sottolineato Braccili – ma c’è anche la forza, la speranza, come nel capitolo Gente Comune, Gente D’Abruzzo. Persone in grado di reinventarsi e dare un nuovo senso alla propria vita. Un esempio, la professionista informatica, licenziata dalla ditta, che ha imparato il mestiere del ciabattino e invece di piangere ha messo su un negozio di riparazione di scarpe“.

Come in un acquerello, un libro dalle molteplici sfumature capace di descrivere la vita dalla tristezza fino alle cose belle e positive.

Già moltissime le presentazioni letterarie in giro per la penisola, ancora tante in programma.

“Non è niente, forse solo un piccolo passo – è stato il commento di Umberto – ma con i piccoli passi di ognuno, con le piccole azioni si potrà magari provare a cambiare le cose, quello che non va”.

Arsita, Penne e Cellino Attanasio i prossimi appuntamenti da segnare in calendario e un’idea un po’ particolare “vorrei organizzare una presentazione comica e seria, con ‘Nduccio – ha svelato – per raccogliere dei fondi da destinare alla squadra di basket dell’Amicacci, formata da giocatori in carrozzina, un’associazione sportiva in grado di far uscire di casa i bambini disabili e farne dei campioni. Hanno bisogno di un nuovo mezzo di trasporto e noi cerchiamo di dar loro una mano a raggiungere la somma necessaria”.

Nessuno legge nel futuro, nessuno sa cosa riserva il destino, e questa riflessione sarebbe utile per tutti coloro che erroneamente ritengono di non avere nulla a che fare con la disabilità, con le difficoltà economiche, degli altri. La vita potrebbe cambiare, in un battito di ciglia, per tutti: esserne consapevoli magari aiuterebbe a essere davvero più altruisti e a riscoprire la meravigliosa bellezza delle cose semplici.