TORNA ANCHE ALL’AQUILA “SHARPER NIGHT”, RICERCATORI E CITTADINI SI INCONTRANO IL 27 NOVEMBRE


L’AQUILA – Nuove modalità di interazione e di partecipazione: in presenza e online. Una nuova data: il 27 novembre. Gli stessi obiettivi: far incontrare i ricercatori e i cittadini. Torna in tutta Europa la Notte Europea dei Ricercatori: tra i 7 progetti sostenuti dalla Commissione Europea in Italia, Sharper porta la Notte in dodici città italiane (Ancona, Cagliari, Catania, L’Aquila, Macerata, Nuoro, Pavia, Palermo, Perugia, Terni, Torino, Trieste), con il coordinamento di Psiquadro.

Il consueto appuntamento di fine settembre con i ricercatori quest’anno è dunque posticipato. La nuova edizione della Notte si svolgerà, infatti, il 27 novembre in tutta Europa: migliaia di ricercatori incontreranno come sempre centinaia di migliaia di persone di ogni età, quest’anno non solo nelle strade, nelle piazze e nei siti del patrimonio culturale, nelle università e nei laboratori dei principali istituti di ricerca, ma anche online. La pandemia in atto ha infatti reso necessario ripensare la progettazione degli eventi in termini di distanziamento, facendo nel contempo emergere nuove proposte e nuove modalità di incontro per avvicinare (in sicurezza) i cittadini ai ricercatori.

La Notte Europea dei Ricercatori, promossa dalla Commissione Europea a partire dal 2005, ha l’obiettivo di dare spazio al dialogo tra cittadini e ricercatori in tutta Europa, per far conoscere il ruolo e il valore della ricerca nella società e per il futuro, per evidenziare l’impatto della ricerca sulla nostra vita quotidiana e per motivare i giovani a affrontare carriere scientifiche.

Negli anni, l’iniziativa si è affermata come un’occasione unica per approfondire i temi più attuali della ricerca a fianco degli “addetti ai lavori” di ogni ambito, e ha assunto una popolarità crescente tra il grande pubblico: nel 2019 i visitatori che hanno partecipato alle iniziative della Notte sono stati oltre 1,6 milioni, in oltre 400 città in tutta Europa.

L’ultima selezione dei progetti sostenuti dalla Commissione Europea per il 2020 si è conclusa nel marzo 2020: 100 sono stati i progetti proposti, sottomessi da 28 Paesi. In questo contesto sono stati approvati 51 progetti, afferenti a 30 Paesi. I 7 progetti italiani sostenuti dalla Commissione europea si sviluppano in tutta la penisola, articolati su scala nazionale, regionale o interregionale, e propongono centinaia di attività che si svolgeranno durante i prossimi mesi, e che culmineranno nella giornata e nella sera del 27 novembre.

Migliaia di visitatori di tutte le età incontreranno centinaia di ricercatori coinvolti in laboratori aperti e virtuali, spettacoli in presenza e online, mostre, conferenze e attività divulgative interattive, volte ad avvicinare studenti e pubblico generale al valore della ricerca, per trasmettere la passione dei ricercatori per il proprio mestiere.

I progetti italiani (www.nottedeiricercatori.it) sostenuti dalla Commissione europea sono 7. Sono, in ordine alfabetico, BRIGHT-NIGHT (coordinato dall’Università degli studi di Siena); ERN APULIA (coordinato dall’Università del Salento); MEETmeTONIGHT (coordinato dall’università Milano-Bicocca); NET Science (coordinato dal CNR); SHARPER (coordinato da Psiquadro); SOCIETY NEXT (coordinato dal Consorzio interuniversitario CINECA) e SUPERSCIENCEME (coordinato dall’Università della Calabria).

Le Notti in Italia, che si svolgono in oltre 100 città, lungo tutta la penisola, sono organizzate da università, enti di ricerca, società di comunicazione della scienza e associazioni, con la partecipazione di istituzioni pubbliche e private, nazionali e territoriali. Un cartellone di centinaia di eventi quello proposto a spettatori di ogni età, dagli studenti agli adulti: spettacoli, laboratori aperti, conferenze, eventi di approfondimento culturale e intrattenimento trasformano le città in laboratori a cielo aperto, i laboratori di ricerca in piazze, reali o virtuali, nelle quali cittadini e ricercatori si incontrano e insieme esplorano il mondo e le sfide di ogni tipo, da quelle dell’economia e quelle delle scienze e della tecnologia fondamentali per immaginare e costruire il futuro.

L’acronimo Sharper – SHAring Researchers’ Passion for Evolving Responsibilities – sintetizza l’obbiettivo principale del progetto: creare occasioni di coinvolgimento del pubblico per far conoscere il lavoro dei ricercatori e il suo impatto sociale.

In particolare, nel 2020 Sharper proporrà attività che legano le azioni della ricerca ai Sustainable Development Goals. Qual è il ruolo della ricerca e dei ricercatori nel raggiungimento dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, a 10 anni dalla data indicata come traguardo dalle Nazioni Unite? Partendo dalle sollecitazioni proposte dalle sfide globali – dai cambiamenti climatici allo sviluppo urbanistico, dalla salvaguardia della biodiversità alle questioni di genere – l’evento aiuta il pubblico a scoprire il ruolo fondamentale dei ricercatori come attori fondamentali nel disegnare il futuro insieme ai cittadini.

Le attività, previste sia in formati online sia in presenza – nell’intento di preservare quella relazione diretta con il pubblico che da sempre caratterizza Sharper – spaziano da laboratori aperti ai talk show, fino a spettacoli di piazza dedicati alla scienza e alla tecnologia e alla ricerca in senso più ampio. I luoghi storici delle città si trasformano in laboratori e i laboratori delle università e dei centri di ricerca si trasformano in piazze, nelle quali giovani e giovanissimi si avvicinano alla scienza.

Nel corso degli ultimi anni Sharper è passato dalla dimensione di progetto su scala regionale all’attuale fisionomia di progetto nazionale, che nel 2018 e nel 2019 ha coinvolto oltre 200.000 spettatori e più di 100 partner culturali in tutta Italia, da musei a università.

Nel 2020 il consorzio Sharper, guidato da Psiquadro, comprende 10 partner: Istituto Nazionale di Fisica Nucleare-Infn, Università di Perugia, Università Politecnica delle Marche, Università di Catania, Università di Cagliari, Università di Palermo, Università di Torino, oltre al museo della scienza di Trieste (Immaginario Scientifico) e alla società Observa, che ogni anno cura lo studio sul rapporto tra Scienza e Società. Sono oltre 100 i partner culturali coinvolti su tutto il territorio nazionale, da istituti di ricerca – tra i quali Inaf, Ingv e Cnr – a musei, fino ad aziende attente alle tematiche dell’innovazione scientifica.

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