TRA COLAZIONE ALLA MADONNA D’APPARI E FIERA: IN MIGLIAIA A PAGANICA PER RINNOVARE RITI SACRI E LAICI


L’AQUILA – Paganica è la più popolosa delle frazioni dell’Aquila. Dopo il terremoto del 2009 ha polarizzato a sé anche tanti abitanti del vicino centro città, negli alloggi del Progetto Case, ma non solo. Insomma, tra Paganica e dintorni vivono ormai 15 mila persone.

Per questo, le feste patronali fermano gran parte del territorio. Attraggono persone anche da fuori città, ma restano autentiche, patrimonio della comunità che vive tutti i giorni alle pendici del Gran Sasso. E così via alle strade attraversate dalla tradizionale fiera di Pasqua, alle processioni religiose, agli eventi del programma civile e alla colazione alla Madonna d’Appari.

Le celebrazioni iniziano già dal giorno di Pasqua, ovviamente, con le messe celebrate nella chiesa degli Angeli Custodi, continuano a Pasquetta, con la celebrazione del patrono San Giustino e la processione tra le vie del paese. Ma, a differenza di altrove, la festa continua anche il giorno dopo Pasquetta. E sono tanti, dunque, i paganichesi che allungano le ferie di inizio settimana per non perdersi la festa più sentita.

A metà mattina la processione parte dagli Angeli Custodi, fino ad arrivare allo spettacolare santuario della Madonna d’Appari, dove i rivoli del Raiale fanno da contorno alle migliaia di persone che accorrono, per assistere alla Messa in chiesa, ma anche per un rito di convivialità al quale non si è rinunciato neanche quest’anno.

Non lontano dal santuario, infatti, decine e decine di famiglie si sono ritrovate in mattinata, disposte quasi spontaneamente intorno al cerchio della colazione dolce e salata, che qui continua anche dopo Pasquetta. La pizza di Pasqua aquilana, i formaggi e i salumi locali in mezzo al cerchio, sul prato che domina il torrente Raiale e dista pochi metri dalla strada per Fonte Cerreto.

Una comunità intera, baciata dal primo sole della primavera, che si stringe attorno ai propri simboli, ai propri riti religiosi e laici, in un martedì mattina che adulti e bambini aspettano ogni anno con ansia.

E poi si va tutti giù verso il paese, la maggior parte attraversando i circa 700 metri del percorso pedonale che costeggia il fiume e collega il santuario a Paganica. Qualcuno in macchina, alla ricerca di un parcheggio che oggi, ai piedi del Gran Sasso, non è affatto impresa facile.

Dopo la colazione, che potremmo definire “post-Pasqua”, ci si dà appuntamento tra i banchi della fiera: un momento imperdibile del programma delle celebrazioni patronali a Paganica. Nella zona est del paese, sulle vie per Pescomaggiore e Filetto, sono decine i commercianti che offrono prodotti in cerca di prebende. In un’atmosfera che ricorda inevitabilmente, nei modi e nell’offerta, la fiera del 5 gennaio nella vicina L’Aquila.

Anche quest’anno tantissima gente passeggia alla ricerca di qualche accessorio per la casa o per la macchina, per curiosare o semplicemente per mangiare un panino con la porchetta. E intanto, nel rione Sant’Antonio, tutto è pronto per la birra della Foresta Nera tedesca, quella degli amici di Rottweil, città gemellata con L’Aquila, da tre edizioni ospite alla fiera di Paganica.

Il lungo fine (e inizio) settimana di Paganica è unico nel suo genere: sacro e laico insieme, identitario e al tempo stesso aperto al mondo, trasversale nella sua naturalezza e nella sua genuinità. Un momento dove la comunità dimostra di essere l’intreccio tra la sua storia, i suoi luoghi e le sue persone.

Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.