L’ARREDAMENTO OUTDOOR, VIVERE GLI SPAZI ESTERNI COME IN UN QUADRO


L’AQUILA – Avete mai passato una perfetta giornata all’aperto sentendovi come in un quadro impressionista? Proprio ieri non facevo che ripeterlo ai miei amici, rilassati a tavola, sulle rive di un laghetto dominato da un maestoso salice piangente.

Eppure la serenità del momento, dovuta all’atmosfera, alle panche segnate dal tempo e alla luce che filtrava tra le foglie, è stata minata, durante la mattinata, dall’immagine del patio di un delizioso hotel in montagna arredato con tavolini e sedute in plastica futuristica come una discoteca di Ibiza.

Chiedendomi perché mai avessero accantonato il vimini in un angolo, per preferire arredi così decontestualizzati, ho pensato di approfondire, il discorso iniziato nell’articolo precedente concentrandomi sul dettaglio della scelta dei pezzi, per consentirci di non commettere quegli errori, che solitamente sono dettati dalla voglia di rinnovare i nostri spazi con elementi meno consueti di quelli a cui siamo abituati.

Direi quindi di stabilire cinque pratici punti da seguire senza sentirsi troppo vincolati.

1. Gli spazi e il contesto

L’arredamento che andremo a scegliere dev’essere contestualizzato al luogo d’inserimento. Sorvolando il vero e proprio aspetto estetico di cui parleremo in seguito, l’analisi degli spazi è fondamentale per la disposizione degli ingombri e ancor di più degli elementi adatti.

Vanno definite le aree di competenza, focalizzate quelle principali e quindi la tipologia di attrezzatura rispondente alla richiesta, tavolo e sedie per il pranzo, un salottino per la conversazione e la convivialità, le sdraio o lettini per il relax, il numero di persone che ne usufruiranno e la possibilità di coniugare più destinazioni d’uso se lo spazio ne consente la compresenza o al contrario scegliere un oggetto trasformabile.

2. Estetica

Lo dico sempre, non possiamo abitare a Courmayeur e pensare di arredare il balcone come un bordo piscina di Miami.

Teniamo a mente i materiali costruttivi, le nuances che ci circondano, la tipologia di natura che fa da sfondo, con questo non voglio spaventarvi e suggerirvi di utilizzare il salottino della nonna, ma pensiamoci bene prima di inserire degli arredi a stampaggio rotazionale che si illuminano nella notte!

Dedichiamo invece del tempo a cercare prodotti inseribili nei nostri spazi all’aperto, i cui materiali e colori s’inseriscano armonicamente, scegliendo le forme più consone e giustificate.

3. Materiali

La scelta dei materiali adatti, secondo me è determinata principalmente dall’esposizione agli agenti atmosferici a cui i nostri arredi sono esposti, ed alla collocazione geografica in cui lavoriamo. Mi ripeterò ricordandovi di scegliere sempre materiali di prima qualità, il portafogli apprezzerà con il tempo.
I legni, il vimini ed i materiali naturali sono preferibili in zone riparate, che ne limitino l’usura nel tempo e vi agevolino in una manutenzione minima. Sono comunque preferibili legni adatti all’esterno come il balau, l’acacia e il teak, legni compatti che riescono a resistere anche alle esposizioni metereologiche improvvise.

I metalli sono una valida alternativa, più pesanti per la movimentazione, negli ultimi tempi si sono ben prestati ad interpretare anche forme più contemporanee, traducendo grazie anche all’uso di forme più minimaliste, di vernici specifiche e del colore, la fantasia di molti designer.

Le materie plastiche risultando molto versatili nella lavorazione, consentono la sperimentazione di forme molto accattivanti ed innovative, una varietà di stili e tipologie che coprono disparate fasce di prezzo. Probabilmente è uno dei materiali che consente di avere anche un approccio più giocoso e disimpegnato.

Per quanto concerne, invece, le sedute e gli schienali puntiamo l’attenzione su tessuti tecnici, più resistenti ai raggi solari, impermeabili, facili da pulire ed in caso di imbottiti che siano sfoderabili e con interni drenanti.

4. Mix and match

Nei miei ultimi interventi per gli arredi esterni ho particolarmente apprezzato il mix di stili, definendo come dicevo le zone di destinazione, ho spesso suggerito ai miei clienti d’inserire elementi più rigorosi e funzionali per il servizio pranzo, neutri, facilmente inseribili, che potessero essere leggeri alla vista e apparecchiabili con stile; mentre nelle zone delocalizzate, per esempio in mezzo a un prato, di divertirsi con il colore, con il grande ritorno degli elementi in corda. Abbinando stili che apparentemente sembrerebbero discordanti possiamo dare una completezza estetica equilibrata, ma non noiosa.

5. Complementi

Sapete che oramai c’è un mondo di complementi per l’esterno nel quale potreste essere risucchiati senza più ritorno?

I complementi sono gli elementi fondamentali per dare ai nostri ambienti lo spirito distintivo e caratteristico, ci consentono di parlare di noi e dell’amore per i nostri spazi agli ospiti, creando l’atmosfera giusta, valorizzando e coadiuvando l’arredo scelto. Punterei molto l’attenzione sui tappeti, utili ad incorniciare le zone e creare un calpestio più uniforme, le lampade e gli accessori di servizio come tavolini e carrelli. Andrea Iride

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