Personaggi 02 Lug 2026 08:20

A Jesolo da Tino Vettorello, lo chef del cinema: “La mia cucina? Meglio un ingrediente in meno che uno di troppo”

JESOLO – Ci sono luoghi in cui i ristoranti diventano destinazioni e la geografia influenza la cucina. Alla foce del Piave, Tino Jesolo, il regno dello chef Tino Vettorello, incarna queste caratteristiche.

Proveniente da una famiglia di imprenditori dell’alimentare, muove i suoi primi passi in cucina da adolescente. Oggi è considerato “lo chef del cinema”, dopo che da quindici anni cucina alla Mostra di Venezia e i piatti che ha inventato edizione dopo edizione, sono oggi racchiusi nel menù “La magia del cinema” che propone in carta (con lo Scampo Elodie, patata all’arancia, yogurt alla frutta e tartufo nero; il Rombo alla Clooney, salicornia, limone, arancia e lampone; lo Spaghetto Penelope Cruz, con Parosecco, gamberi rossi di Sicilia, uova di salmone e aria di gamberi; Rosso Venezia di Monica Bellucci, un sorbetto all’arancia, crumble croccante e Campari; il Tinomisù, una rivisitazione del tiramisù dedicata a George Clooney, con pan di Spagna al caffè, crumble salato al cioccolato, gelato alla ricotta, gelly al caffè e salsa mou, caffè e cioccolato).

“Ci sono clienti che vengono appositamente per assaggiare i piatti dedicati alle star perché hanno conosciuto la mia cucina a Jesolo, o partecipando a qualche evento internazionale. Questa per me è la più grande soddisfazione” racconta.

La sua è una cucina “di riduzione” all’insegna della filosofia per la quale è meglio un ingrediente in meno che uno di troppo. E nei suoi piatti tutti i prodotti sono chiaramente riconoscibili, mantenendo forma, consistenza e sapore originale. Tra i suoi dogmi, pochi grassi e pochissimo zucchero, anche nei dolci.

A Jesolo (Venezia) ha aperto all’interno dell’elegante resort Stay Michelangelo nel 2020, non proprio il periodo più facile che la ristorazione ricordi: “È stata una grande sfida ma è proprio nei momenti di difficoltà che nascono i progetti più importanti”, rileva. “Ho unito il mio nome a quello di Jesolo proprio per dare senso al fatto che vogliamo metterci la faccia”.

Tino Jesolo, che in molti raggiungono anche in barca attraccando nell’adiacente darsena, è un locale moderno e molto ampio, con diversi ambienti che comunicano ma mantengono allo stesso tempo riservatezza, tutti con ampie vetrate che conferiscono una spazialità che garantisce un piacevole dialogo tra interno ed esterno.

“Questo posto fa parte della storia e della tradizione di Jesolo. Noi siamo qui per dare una visione diversa dei piatti, dell’eccezionale materia prima che abbiamo in questo territorio, per farla degustare ad un pubblico internazionale”, dice lo chef.

“La mia è una cucina sempre in evoluzione, molto pulita, di prodotti di altissima qualità e negli abbinamenti trovare un sapore che sia internazionale e che piaccia a tutti”.

La regola è meglio un ingrediente in meno che uno in più: “Non mettiamo troppi ingredienti, ma nemmeno troppo pochi. Quelli giusti per dare rotondità e piacevolezza al palato”, dice.

“Come sta oggi la ristorazione? Ci vuole molta più energia e molto più impegno” riflette lo chef. “Il momento non è facile ma bisogna capire che siamo degli artigiani, non possiamo industrializzare niente. Dai clienti abbiamo grandissima soddisfazione, serve che ci guardino anche un po’ dall’alto. Noi siamo quelli che portano avanti le tradizioni”.

Dalla Mostra d’arte cinematografica di Venezia, di cui segue e cura da 15 anni tutte le aree ristorazione, ai Festival del Cinema di Berlino e Cannes e alla Biennale d’Arte di Venezia, passando per i Giochi Olimpici invernali a Vancouver e a Sochi, i Mondiali di Nuoto a Roma, i Mondiali di Scherma a Catania, l’America’s Cup a Napoli e a Venezia, i Mondiali di Ciclismo in Belgio, Vettorello è un autentico ambasciatore nel mondo della cucina italiana e della tradizione veneta e anche del Prosecco, di cui peraltro è produttore.

Negli anni ha avviato diversi locali e ristoranti in Italia e anche all’estero, tra cui Austria e Kazakistan.


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