PIERANGELO CALDERONI, UN AQUILANO CHE VIAGGIA IN BICI PER IL MONDO E AIUTA IL PROSSIMO


L’AQUILA – “La fatica in montagna per me è poesia”, affermava Marco Pantani. Deve essere una sensazione simile a quella che prova Pierangelo Calderoni ogni qualvolta monta in sella alla sua bici e dà inizio alle sue escursioni.

Amante dell’esplorazione e alla continua ricerca di sfide con se stesso, questa volta si è superato decidendo di partire da Utrecht (Olanda), dove oggi vive stabilmente, e far ritorno nella sua L’Aquila in bici per un totale di 2100 chilometri in 13 giorni, mantenendo una media di 160 chilometri al giorno.

Non solo, è riuscito a coniugare la sua passione per le due ruote ad una causa benefica, attivando un fundraising di bici per l’Africa attraverso due canali di donazione sul portale Give your best della Nike, azienda per la quale lavora da cinque anni.

Tutto ha inizio quando, costretto ad allenarsi in casa per l’ennesima giornata uggiosa olandese viene a conoscenza di un video della World bycicle relief, un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro, specializzata nella distribuzione di biciclette.

Si racconta la storia di una ragazza africana che espone le difficoltà di raggiungere la scuola, e di quante come lei vengano adescate dai ragazzini in motorino e purtroppo violentate. Pierangelo ne rimane colpito a tal punto da far partire subito la raccolta fondi.

Infatti, se si è dipendente Nike come lui, è possibile donare sul circuito esclusivo che raddoppia le offerte e che oggi ammontano a 3400 euro; altrimenti, lo si può fare attraverso una vera e propria campagna pubblicitaria personale, accessibile a chiunque, e che stima più di 700 euro.

La raccolta fondi è iniziata a metà luglio e sono state già acquistate 32 buffalo bike, city bike particolarmente rinforzate per durare nel tempo al costo esiguo di 134 euro ciascuna.

“Ho deciso di distribuirle perché rappresentano un modo per potenziare le persone che vivono in quei luoghi, facilitando gli spostamenti non solo dei bambini ma anche dei medici. E, con il riscontro avuto, ho potuto constatare la generosità e l’umanità di molte persone”, racconta a Virtù Quotidiane.

Ma facciamo un passo indietro. Pierangelo nasce a L’Aquila nel 1981, ed eredita questa grande passione dal nonno. In famiglia condividono una innata propensione per tutto ciò che è movimento: le auto, le moto e i viaggi.

È sempre stato un ragazzo sportivo, dedicandosi anche al calcio e alla pallavolo. Crescendo, decide di laurearsi in Scienze della Comunicazione all’Università di Teramo e di specializzarsi in pubblicità.

Sogna già di poter vivere all’estero ma le esperienze lavorative nel settore delle vendite lo portano, per il momento, in giro per l’Italia.

Dunque, inizialmente, si trasferisce a Verona e poi torna a L’Aquila, rimanendovi fino al 2009. A causa dello stravolgimento del sisma, decide di andare in Inghilterra per sei mesi e frequentare un master per diventare export manager.

Successivamente, durante uno stage in un’azienda vinicola delle Marche riceve la chiamata dalla Nike. E il sogno inizia a prender forma.

Da vice direttore di negozio a direttore dei negozi di Torino e Napoli il passo è breve, e finalmente riesce ad approdare ad Utrecht come retail manager dei Nike partner store dell’est Europa e del nord Africa.

Lo sport continua a tendergli una mano anche in un paese straniero e ad aiutarlo a instaurare rapporti di amicizia, come avveniva da bambino in Italia.

“È stato fondamentale per ambientarmi e persino per smettere di fumare. Di sicuro vorrei tramandare questo mio amore ai miei figli, quando li avrò”, confessa Pierangelo.

Nel tempo ha partecipato a diverse gare amatoriali, tra cui la Liegi-Bastogne-Liegi, l’étape del tour de France per tre anni, la Marmotte – una tra le gran fondo più dure – e un cycling trip a Maiorca.

Pedala su bici da corsa e mountain bike, cercando di concentrare le maggiori uscite nella primavera-estate.

Lo scorso anno ha raggiunto i 10 mila chilometri durante l’arco dell’anno, passando anche per le tappe italiane del Bormio, i passi del Mortirolo, del Gavia e dello Stelvio.

“Quest’anno ho voluto pianificare il percorso che mi ha riportato all’Aquila avvalendomi dell’EuroVelo, un programma di piste ciclabili di lunga distanza certificate europee. Ho optato per la EuroVelo 15 per il panorama che offre e perché, seguendo tutto il corso del fiume Reno, l’ho potuta prendere in Olanda”, spiega Pierangelo, “ho costeggiato il Reno fino al lago di Costanza e da lì ho attraversato le Alpi arrivando al passo Resia e giungere a Bologna; ho fatto tappa a Pesaro e ad Alba Adriatica; infine sono voluto andare a Cesenatico in onore di Marco Pantani, prima di arrivare a L’Aquila. Volutamente sono passato per tutti i luoghi del cuore, dove ho iniziato a pedalare”.

Ciò che augura alle nuove generazioni italiane è di trovare una maggiore efficienza relativamente alle infrastrutture, agli incentivi fiscali e alla sicurezza stradale, come avviene in Olanda.

L’attenzione all’attività ciclistica, inoltre, dovrebbe estendersi a tutta la penisola e non essere lasciata confinata alle sole regioni dell’Emilia Romagna, Toscana e Veneto.

Un trend europeo attecchito anche in Italia è il bikepacking – termine che indica un lungo viaggio a passo ridotto con un equipaggiamento molto più snello – che annovera tra le sue top ten un itinerario abruzzese di 400 chilometri finalizzato alla scoperta del territorio.

Nel futuro Pierangelo vorrebbe percorrere la ciclabile del Danubio e il Cammino di Santiago, oltre a sperimentare la Sicily Divide, un coast to coast da Trapani a Catania.

Ma, prima di cimentarsi in questi altri meravigliosi viaggi, sarà ospite di un caffè meeting, promosso dalla linea Create the future of sport firmata Nike, per presentare la sua storia e ricevere un riconoscimento in termini di visibilità aziendale; anche se la sua soddisfazione più grande è quella di lavorare per un’azienda che rispecchia i suoi stessi valori.

Non possiamo far altro che seguirlo sui suoi canali social per viaggiare con la mente lungo tutti gli itinerari sui quali non smetterà di scommettere. Giorgia Roca

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