THE SOCIAL DILEMMA, È POSSIBILE USCIRE DALLA TANA DEL BIANCONIGLIO?


L’AQUILA – Questa settimana il nostro tempo insieme, fatto di poche righe, non riguarderà alcun canale Youtube specifico, ma, prendendo spunto dal docufilm The Social Dilemma, condurremo una piccola e modesta riflessione sul funzionamento dei social network e su quanto possiamo fare per rendere virtuoso un meccanismo in apparenza ineluttabilmente morboso.

Prima di tutto, senza avere la presunzione di condurre una recensione cinematografica, un piccolo riassunto (no spoiler) per chi si è perso il documentario Netflix stabilmente tra i più visti da oltre un mese. Il documentario, con toni a volte gratuitamente sensazionalistici, racconta il meccanismo alla base dei social network, sottolineando l’effetto devastante in termini di polarizzazione della società e descrivendo l’effetto bolla di cui siamo vittime, in quanto utilizzatori, dato dagli algoritmi che tendono a proporci contenuti sempre simili a quelli che manifestiamo di prediligere, con tutti gli effetti negativi che ciò comporta.

La forza, oltre alla qualità filmica del documentario, è data dall’autorevolezza dei soggetti intervistati, il più famoso per i non addetti ai lavori è Sean Parker (fondatore di Napster ed ex presidente di Facebook), che sono a pieno titolo tra le figure più influenti nel panorama dell’economia dei social network.

Il focus di tutta la narrazione è sul modello di business adottato dalle grandi aziende coinvolte (Principalmente Facebook, Google, Tik Tok, Pinterest) che, riassunto in una frase ad effetto, viene sintetizzato in “se non lo paghi sei tu il prodotto”, intendendo con questo che la merce alla base dell’economia dei social network è la nostra attenzione, venduta nel mercato del product placement.

Messa in questi termini, però, tutto il meccanismo risulta intrinsecamente imbattibile e l’intero racconto suscita una sensazione di ineluttabile disfatta dell’umanità di fronte alla tecnologia.

Ma, per chi come me ha visto nascere l’internet dei rapporti sociali (msn, myspace…quanti ricordi imbarazzanti per quelli della mia generazione) ed ha vissuta la coda di un’epoca in cui la il progresso tecnologico era il preludio di una vita meravigliosa, una sorta di visione romantica impedisce di smettere di considerare il web un “luogo” di opportunità (Wikipedia rimane il più fulgido esempio di quanta bellezza possa esprimere una comunità virtuale) e non solo lo spazio controllato da mega corporazioni.

Solo se rimaniamo ciechi e sordi a quanto ormai è nella conoscenza comune, al netto del racconto di The social Dilemma che ha come unico merito di dare forma attraverso fonti autorevoli a nozioni sino ad oggi disomogenee per il grande pubblico, possiamo considerare persa la battaglia, ma in questo caso la sconfitta sarà colpa nostra e per fellonia non certo per l’impossibilità di una vittoria. In alcuni passaggi del documentario uno dei tratti che caratterizzano il sistema dei social network può essere la chiave di un utilizzo sano degli stessi, il sistema dei consigliati.

Su piattaforme quali Youtube, che è il centro e la ragione di questa rubrica, il sistema dei contenuti consigliati ci fa da imbuto tanto da darci l’impressione, dopo poco tempo, di aver visto tutto ciò che ci piace, fatto paradossale in un sistema in cui vengono caricati ogni tre minuti 24 ore di video.

Quindi arriviamo alla nostra piccola comunità di voi 25 miei lettori, che seguite i miei immeritevoli consigli alla scoperta dei contenuti di qualità di Youtube.

Per spezzare il ciclo dei consigliati l’unico sistema che abbiamo è quello di consigliarci tra di noi, persone fisiche, contaminando continuamente le rispettive bolle con nuovi e costanti input. Per fare ciò però ho bisogno di voi, quindi da oggi, oltre a presentare i canali che io ritengo meritevoli, potrete scrivere all’indirizzo redazione@virtuquotidiane.it tutti i canali che vorreste vedere recensiti e condivisi in questa rubrica.

Non è molto, sicuramente non sposterà gli equilibri, ma è solo non rimanendo indifferenti e praticando piccole azioni rivoluzionarie, nel quotidiano spesso, che potremo sperare di cambiare qualcosa. Quindi scrivetemi e ogni volta che aprirete un canale nuovo senza che Youtube ve l’avrà precedentemente consigliato avremo portato a casa una piccola vittoria dell’umanità contro l’algoritmo.

IL MEGLIO DI YOUTUBE DI QUESTA SETTIMANA

1 Cronache di Spogliatoio – MINO RAIOLA ||| Da CAMERIERE a RE DEL MERCATO –

Vita e successi di uno dei personaggi più controversi del calcio mondiale. Cronache di spogliatoio ci accompagna con classe e con pacatezza nei meandri di uno degli sport più “urlati” del mondo, solo per questo vale il tempo che ci chiede guardare questo video.

2 Barbascura X – ORNITORINCO animale confuso – SCIENZA BRUTTA

L’Ornitorinco raccontato da Barbascura X è solo l’ultimo animale raccontato da Barbascura, ovviamente è raccontato….. male, con il rigore scientifico di un etologo unito alla verve di uno stand up comedian.

3 Entropy for Life – Donald Trump e la Scienza: la “Cura” e il Conflitto

Da Settembre il canale Entropy for Life ci propone ogni giovedì le sue Bio News, sul modello dei canali di informazione un focus sulle principali notizie legate al mondo della biologia, un canale per addetti ai lavori che in tempi di pandemia diventa un ottimo mezzo di informazione generalista.

Alessandro Minimo

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