DAI TRATTORI IL 10% DEI GAS SERRA EMESSI IN EUROPA, DAI GIOVANI APPELLO AGLI AGRICOLTORI


ATRI – Tutto è partito da una giornata trascorsa all’Istituto Agrario di Atri (Teramo), dove nel febbraio scorso Virtù Quotidiane è stato invitato a raccontare ai giovani studenti il proprio lavoro, quello svolto ogni giorno raccontando il bello e il buono dell’Abruzzo, e quanto sia importante trasmettere messaggi positivi.

Dalla futura classe imprenditoriale agricola è stato possibile ascoltare storie e aneddoti di vita vissuta che offrono grandi speranze per il futuro della regione.

Gli studenti sono rimasti particolarmente attratti dall’attività giornalistica e, su impulso degli insegnanti, a partire dalla dirigente scolastica Daniela Magno e dai professori Alessandra Nuvolone, Emiliano Saverioni, Dina Narcisi e Paola D’Andreagiovanni, hanno realizzato una serie di articoli che attraversano in lungo e in largo l’Abruzzo più autentico.

Virtù Quotidiane li pubblica tutti. Oggi è la volta di quello dedicato all’inquinamento che producono i trattori.

STOP ALL’INQUINAMENTO DEI TRATTORI

In questo particolare momento della storia stiamo discutendo di un argomento molto importante che riguarda il nostro pianeta: l’effetto serra. Quest’ultimo è causato dall’inquinamento atmosferico dovuto principalmente ai gas di scarico.

Un settore come l’agricoltura è molto influenzato dal riscaldamento globale, quindi deve per primo occuparsi di questo fenomeno.

Pensiamo ai trattori che per i contadini sono indispensabili e al loro impatto sull’ambiente.

I vecchi trattori hanno sì dei motori robusti ma a livello ambientale non sono il massimo, dato che i gas di scarico sono molto più inquinanti di quelli dei trattori di oggi.

I mezzi agricoli causano il 10,1% dei gas serra emessi dall’Ue. Molte aziende che fabbricano macchine agricole hanno un occhio di riguardo per questo argomento e, per inquinare meno, stanno progettando motori che sviluppino maggiore potenza con minori consumi di carburante.

Sono motori euro 6 con tecnologia Scr che immettono nel carburante una quantità di “liquido riducente” (AdBlue) che azzera la produzione d’azoto.

L’acquisto di queste macchine da parte degli agricoltori, è avvantaggiato da molti bandi che danno dei fondi perduti alle aziende per invogliarle a comprare macchine innovative e più sicure per l’ambiente. Anthony Verna, Matteo Moretti e Matteo Mangano I P/Q

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