DEFORESTAZIONE, DAI GIOVANI ABRUZZESI UN APPELLO PER SALVARE I BOSCHI


ATRI – Tutto è partito da una giornata trascorsa all’Istituto Agrario di Atri (Teramo), dove nel febbraio scorso Virtù Quotidiane è stato invitato a raccontare ai giovani studenti il proprio lavoro, quello svolto ogni giorno raccontando il bello e il buono dell’Abruzzo, e quanto sia importante trasmettere messaggi positivi.

Dalla futura classe imprenditoriale agricola è stato possibile ascoltare storie e aneddoti di vita vissuta che offrono grandi speranze per il futuro della regione.

Gli studenti sono rimasti particolarmente attratti dall’attività giornalistica e, su impulso degli insegnanti, a partire dalla dirigente scolastica Daniela Magno e dai professori Alessandra Nuvolone, Emiliano Saverioni, Dina Narcisi e Paola D’Andreagiovanni, hanno realizzato una serie di articoli che attraversano in lungo e in largo l’Abruzzo più autentico.

Virtù Quotidiane li pubblica tutti. Oggi è la volta di quello dedicato all’allarme deforestazione.

DEFORESTAZIONE: ALLARME DEGLI ESPERTI, TRA POCO NON SI POTRÀ TORNARE INDIETRO

Per deforestazione o anche disboscamento si intende la riduzione delle aree verdi naturali a causa dello sfruttamento eccessivo delle foreste. Le cause principali di tutto questo sono diverse, attribuite sia ai Paesi sviluppati che a quelli in via di sviluppo: prima di tutto per la necessità di aree coltivabili e legname come combustibile, ma anche per rispondere alle domande di legno pregiato.

La responsabilità sarebbe anche del disboscamento illegale, come denunciò l’ex ministro dell’ambiente brasiliano, Edson Duarte: “Nel 2018 in Amazzonia,una delle aree più colpite, questo fenomeno ha raggiunto livelli record: un territorio grande quasi quanto la Giamaica è stato disboscato in soli 7 mesi,con un aumento del 13,7% rispetto al periodo che va dall’agosto 2017 al luglio 2018,come rivelano i dati pervenuti dalle immagini satellitari”.

La foresta amazzonica, definita il polmone verde della Terra per la grande quantità di biodiversità e per l’enorme risorsa di aria pulita per il nostro Pianeta, è in grave pericolo.

Da più di 10 anni Greenpeace, un’organizzazione non governativa ambientalista e pacifista, denunciando sfruttamenti e comportamenti illeciti, continua a scontrarsi contro i forti interessi economici delle multinazionali e del legname, che stanno distruggendo questa meravigliosa e unica parte della terra.

Secondo Greenpeace la foresta dell’Amazzonia è una delle ultime risorse naturali che siamo ancora in grado di proteggere, ma bisogna intervenire subito perché anche da questo dipenderà il nostro futuro, di cui noi saremo i veri responsabili. Manuel Zippilli II P/Q