A PESCOCOSTANZO ROBERTA CASTIGLIONE TRASFORMA LA LANA D’ABRUZZO IN CAPI DI DESIGN


PESCOCOSTANZO – Il vecchio maglione della nonna trasformato in un capo di design, attualissimo e carico di plus, come l’handmade, il naturale, il regionalizzato. A Pescocostanzo (L’Aquila), incantevole borgo ai confini del Parco nazionale della Maiella, Roberta Castiglione porta avanti il progetto Lana d’Abruzzo, nato nel 2010 per il recupero della lana autoctona e la ricostruzione della filiera della lana ormai scomparsa dagli anni 80, da cui nascono capi di abbigliamento, accessori persona e oggetti di design venduti nella boutique di via Vulpes “Creakitshop-Lana d’Abruzzo”.

La filiera è completamente abruzzese, visto che ad eccezione del lavaggio, che viene effettuato in Toscana visto che in Abruzzo le vasche sono state tutte dismesse o vendute, l’intero processo avviene in regione. La Castiglione, architetto 54enne, origini pugliesi ma abruzzese di adozione, assieme al marito Roberto sceglie i velli in diversi allevamenti locali e li fa cernire e filare nella storica filanda di Lanciano (Chieti).

Il filo viene venduto in matasse o in capi realizzati o in kit. Non mancano strategia e azioni di marketing, studiate insieme al marito, designer marchigiano, ormai vitali e necessarie per cavalcare il mercato contemporaneo in continua evoluzione.

“Nessun rimpianto nel non aver costruito case, in Italia esprimersi con l’archiettura non è proprio possibile”, ha raccontato al blog leadingmyself, “mentre ciò che oggi progetto esprime completamente la mia natura e il mio desiderio di fare ciò che davvero mi piace. Ma la fortuna è stata poter condividere questo lavoro con il mio compagno, designer ed esperto di marketing con cui già avevamo avviato una piccola agenzia di design marketing che alla fine ha iniziato a commissionarsi progetti piuttosto che farli per altri”.

“Il progetto Lana d’Abruzzo nasce quindi così, da un caso, un’intuizione partita da una semplice matassa di lana autoctona avuta fra le mani, portata istintivamente al naso e che di colpo mi ha scatenato mille domande fino a capire che era necessario ricostruire e valorizzare la filiera storica della lana in una regione in cui era sempre esistita ma era ormai in ombra e lanciarla sul mercato – ha aggiunto -Sicuramente il web ci ha aiutati molto anche se la professionalità necessaria per utilizzarlo al meglio è una professionalità che necessita di aggiornarsi continuamente e di vivere praticamente sul web giorno e notte”.

La Castiglione insegna anche uncinetto sul web attraverso un salotto virtuale, che riporta a quell’immaginario storico di fare la calza fuori la porta di casa insieme alle vicine.

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