AGRICOLTORI CONTRO CONSORZIO BONIFICA ATERNO: NON GARANTISCE SERVIZIO IRRIGUO


OFENA – “Il nuovo commissario del Consorzio di bonifica Aterno-Sagittario nominato dalla giunta regionale, Sergio Iovenitti, con un avviso pubblico comunica ai consorziati che l’acqua a disposizione verrà ridotta a seguito delle avversità atmosferiche e invita i consorziati a non sprecarla. Allora a questo punto è bene fare chiarezza: si dà il caso che i contadini di Ofena e Capestrano, come tutti quelli del comprensorio sappiano benissimo come funziona il Consorzio e come deve essere gestita l’irrigazione sui campi, non serve l’intervento di un impiegato regionale a dare consigli su come bisogna gestire le colture, ma si dovrebbe preoccupare di come garantire il servizio ai consorziati”.

Lo dice in una nota il portavoce del Comitato spontaneo degli allevatori Cospa, Dino Rossi.

“Ma a proposito di consigli: carissimo commissario Le facciamo notare che la bonifica che noi paghiamo è stata applicata anche sui terreni coltivati a cerealicole ed erbai invernali, i quali non hanno bisogno di aiuto idrico, contrariamente ai vigneti, mais ed erba medica”.

“A questo punto”, continua Rossi, “si dovranno rivedere le tariffe applicate, anche in funzione della sentenza della Corte Costituzionale n°188 del 2018, visto che il Consorzio non riesce a coprire con l’irrigazione nemmeno quei pochi terreni che utilizzano l’acqua che sono commisurati a meno di un quarto del comprensorio consortile”.

“Ciò significa che il Consorzio di bonifica sta riscuotendo indebitamente i soldi dei consorziati e nello stesso tempo non è in grado di soddisfare nemmeno quelle poche colture che hanno bisogno di acqua. Il Consorzio è nato per far fronte alla stagione estiva e, come ingiustamente Lei comunica, non è in grado di fornire il servizio. Ebbene”, prosegue Dino Rossi, “occorre far notare che la portata del fiume Trino non ha subito nessun calo di portata se non per il traforo del Gran Sasso, a valle c’è un grosso allevamento di trote, il secondo in Europa, non si accorge nemmeno dell’acqua che viene prelevata dal fiume per l’irrigazione del comprensorio di Ofena e Capestrano”.

“Probabilmente il disservizio del Consorzio è da attribuire alla sua mala gestione mirata più al risanamento del bilancio che non alle esigenze dei consorziati. Ci sembra di capire che questo Consorzio gestito da anni dalle associazioni agricole e dai nominati dalla Regione sia rimasto senza soldi e senz’acqua”.

“Si spera in una maggiore collaborazione altrimenti saremo costretti a esporre il tutto alla Procura della Repubblica, per la tutela dei consorziati”, conclude Dino Rossi.

Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.


Articolo soggetto a copyright, ogni riproduzione è vietata © 2021