AGRICOLTURA: NASCE OPOA MARSIA, 13 COOPERATIVE SI FONDONO NEL FUCINO


AVEZZANO – Dopo un percorso durato quasi un anno due organizzazioni di produttori ortofrutticoli del Fucino si sono fuse e hanno dato vita a una nuova grande aggregazione di produttori: l’Opoa-Marsia Soc Cooperativa agricola arl operativa dal primo gennaio scorso.

“Con la fusione vogliamo perseguire l’integrazione dei fattori produttivi, organizzativi e commerciali”, dice in una nota il presidente Luigi D’Apice, titolare insieme ai fratelli di una delle più importanti aziende attive nella coltivazione e lavorazione dei finocchi.

“La missione di Opoa Marsia è quella di aumentare la nostra capacità competitiva ed acquisire un rilevante posizionamento strategico sui diversi segmenti di mercato nazionali ed esteri – spiega – ma, soprattutto, vogliamo valorizzare al meglio i prodotti dei nostri associati e creare lavoro e sviluppo economico nel territorio”.

I numeri della nuova organizzazione sono importanti, la fusione, infatti, ha messo insieme 19 aziende quasi tutte società e cooperative per un totale di 136 soci. Il piano industriale per il 2018 prevede la coltivazione di 1052 ettari a ortaggi (finocchi, carote, radicchio, lattughe, spinaci, endivia, riccia, scarola, cavoli, cavolfiori, verze, cipolle, porro, aglio e patate), un fatturato superiore ai 30 milioni di euro e l’occupazione tra diretta ed indotta di circa 1.000 lavoratori.

“Circa il 90% delle nostre produzioni sono destinate alla grande distribuzione e ai mercati generali, per adesso solo il 10% è destinato all’esportazione, ma la nuova organizzazione commerciale punta ad incrementare sensibilmente l’export”, afferma Fabio Ciaccia, amministratore delegato di Opoa Marsia.

“Il Piano operativo approvato 2018/2022 prevede investimenti per oltre 7,4 milioni di euro, destinati ad accrescere la capacità competitiva delle aziende attraverso l’introduzioni di innovazioni tecnologiche, la salvaguardia e la protezione dell’ambiente, la promozione commerciale, la prevenzione e la gestione dei rischi”.

Particolarmente soddisfatto di questa importante operazione societaria è il presidente di Confagricoltura L’Aquila Fabrizio Lobene.

“Abbiamo impiegato circa un anno per raggiungere l’obiettivo della fusione, operazioni più complessa dal punto di vista burocratico che dalla volontà degli associati”, dice.

“Oramai è chiaro che nel nostro territorio e per la nostra attività rimanere piccoli non è più bello. La concorrenza dei paesi europei ed extraeuropei nel settore orticolo, si può fronteggiare solo attraverso grandi aggregazioni che hanno la possibilità di investire ingenti risorse e diventare interlocutori privilegiati per le grandi catene di distribuzione”.

“Gli imprenditori del Fucino ce la stanno mettendo tutta per garantire la crescita e lo sviluppo occupazionale. Questa aggregazione dimostra quanto miopi siano quelle politiche di campanile che non recano alcun beneficio al territorio, ci aspettiamo scelte consapevoli indirizzate a creare quelle infrastrutture necessarie a garantire le migliori condizioni che stimolano gli investimenti in un settore dove le imprese locali non hanno alcuna intenzione di delocalizzare”, conclude Lobene.

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