ALCOLISTI ANONIMI, ALL’AQUILA UN GRUPPO PER USCIRE DAL TUNNEL DELLE DIPENDENZE


L’AQUILA – Un gruppo di auto-ascolto in cui ex vittime di dipendenza da alcool, droghe o gioco aiutano coloro che ancora non riescono a uscire dal tunnel, è attivo all’Aquila da oramai cinque anni e nel corso del tempo ha fatto riprendere in mano le proprie vite ad almeno una decina di persone.

Federata all’associazione mondiale Alcolisti anonimi, che offre un programma spirituale di azione a persone che hanno problemi di dipendenza dall’alcool, nel capoluogo abruzzese l’organizzazione è declinata in Narcotici anonimi, perché sono stati dei tossicodipendenti a intraprendere per primi il percorso, ed è associata all’omonima organizzazione internazionale presente in 160 paesi.

Il gruppo si riunisce tre volte alla settimana nei locali della parrocchia di San Pio X e, partendo dal cosiddetto metodo dei Dodici passi, basato su un’esperienza consolidata, attraverso appunto dodici mosse aiuta l’alcolista a cambiare stile di vita e a trovare serenità e sobrietà, ma anche il dipendente da droghe ad abbandonare l’uso di sostanze stupefacenti e il dipendente da gioco a uscirne.

“Sono spunti riflessivi per attuare una crescita spirituale che non è religiosa e serve a togliere il dipendente dalla superficialità in cui ha vissuto fino a quel momento”, spiega a Virtù Quotidiane Claudia, nome di fantasia con cui chiameremo l’interlocutrice, 52 anni, ex alcolista e anima del gruppo, composto da tutti volontari.

“Essendo una disfunzione metabolica sull’assorbimento dell’ultimo passaggio chimico fisiologico, la dipendenza da sostanze psicoattive che alterano umore e mente, compresi certi tipi di farmaco e alcol, non permette al fisico di metabolizzare in modo corretto tutti i passaggi chimico-fisiologici dell’uso – aggiunge – quindi la sostanza non si elimina mai completamente, ma si trasforma e viene depositata nel corpo umano, rimane così un contenuto anomalo di sostanza che ‘chiede’ di essere alimentato inviando richieste, impulsi neuro elettrici, alla base della corteccia cerebrale dove arrivano tutti gli impulsi di richieste primarie, non coscienti, come la fame o la sete. La richiesta primaria influenza il pensiero condizionandolo verso l’uso di altra sostanza. Quindi la malattia della dipendenza è primaria, incurabile e mortale”.

Narcotici anonimi, che collabora con la Asl ma opera in modo autonomo, è costituito da una decina di volontari, senza liste d’attesa né operatori specializzati, perché si ritiene che l’apporto terapeutico di un dipendente che ne aiuta un altro non ha confronti. Per Narcotici anonimi la dipendenza è una malattia fisica, mentale e spirituale-emotiva.

“Il dipendente è finalmente portato a fare una libera scelta – afferma Claudia – , avendo un’informazione corretta di cosa succede nel fisico”.

“Il percorso richiede molta pazienza – ammette – ma l’80 per cento dei casi sono di successo”.

“Quanto dura? Tutta la vita – dice Claudia – perché la dipendenza diventa una malattia mentale, quindi per non ricadere nella trappola occorre un percorso costante”.

I volontari di Narcotici anonimi, tuttavia, invitano a fare un distinguo, senza demonizzare un buon bicchiere di vino o persino la giocata di una schedina, anzi “non siamo né contro le droghe né contro l’alcool”.

“Il sintomo della dipendenza è la perdita di controllo emotiva, non percepisci le emozioni in modo corretto, o ingrandisci o minimizzi le cose, e inizialmente copri i dispiaceri con l’uso o l’abuso di alcool, ad esempio ti lasci con la fidanzata e bevi, litighi con tua madre e bevi. Poi – spiega Claudia – da una perdita interiore diventa una perdita di controllo riconoscibile a tutti, dici le bugie, non ti costruisci un avvenire, non ti interessi al lavoro. Sono queste le caratteristiche che fanno la differenza e devono essere il campanello d’allarme”.

Quindi Claudia ora non fa neppure un brindisi il giorno del suo compleanno? “No, perché la sostanza anomala prodotta a livello cerebrale dall’alcool diventa irreparabile – afferma – . Se interrompi l’uso si atrofizza ma resta viva, basta poco per riattivarla. Questo vale anche per i giocatori, perché la radice della dipendenza è la stessa”.

“Il fondatore di Narcotici Anonimi è Jimmi Kinnon, un tossicodipendente che negli anni Cinquanta partecipava alle riunioni di Alcolisti Anonimi in California – ricorda Claudia – . Ottenne il permesso di usare il programma dei Dodici passi, declinandolo, per consentirne l’identificazione, alle caratteristiche specifiche della tossicodipendenza”.

Il gruppo si incontra il lunedì alle 19,00, il mercoledì alle 19,30 e il sabato alle 18,00. Un’ora e mezza trascorsa insieme in modo assolutamente gratuito, senza alcuna richiesta o vincolo. Il 27 aprile si celebra il quinto compleanno di Na L’Aquila, a partire dalle ore 16,00 a San Pio X. Il 25 e 26 maggio, invece, appuntamento interregionale a Terni con il primo convegno del centro-est Italia. (m.sig.)