ANCHE ZAFFERANO E CECI DI NAVELLI AGLI AMBASCIATORI DEGLI STATI CHE HANNO AIUTATO L’AQUILA

foto d'archivio (Tracce di cibo)

L’AQUILA – Con una buona dose di emozioni, ma anche con le eccellenze tipiche del territorio gli ambasciatori degli Stati esteri hanno lasciato L’Aquila dopo la cerimonia con cui ieri la municipalità ha voluto ringraziarli per l’impegno profuso per la ricostruzione di importanti edifici storici della città, la realizzazione di strutture per studenti e la promozione di centri sportivi, culturali e sociali.

I diplomatici, infatti, oltre che da una targa dell’amicizia e una copia della Bolla di Papa Celestino V e un segnalibro in tombolo, sono stati omaggiati dello Zafferano di Navelli dop e del cece dello stesso comune, Presidio Slow Food.

Palazzo Pica Alfieri vestito a festa con le bandiere issate degli Stati presenti, ha accolto una cerimonia sobria ma degna di significato.

Sono intervenuti gli ambasciatori della Federazione di Russia, Sergey Razov, della Repubblica di Estonia, Celia Kuningas-Saagpakk, della Repubblica di Francia, Christian Masset, l’ambasciatore designato di Israele, Dror Eydar, il vice ambasciatore (vice capo missione) del Giappone, Akihiko Uchikawa, il vice ambasciatore dell’Australia, Christopher Chung, il primo segretario dell’ambasciata del Kazakhstan, Aigerim Raissova, il ministro consigliere incaricato d’affari dell’ambasciata del Canada, Christofer Burton.

Un impedimento all’ultimo momento, per cause indipendenti dalla sua volontà, e difficoltà oggettive, hanno impedito la presenza dei rappresentanti diplomatici rispettivamente di Germania e Argentina, cui comunque i doni della Municipalità saranno consegnati separatamente.

È intervenuto anche il ministro plenipotenziario della direzione generale “Sistema Paese” del Ministero degli Esteri, Stefano Queirolo Palmas.

“L’Aquila ringrazia – ha affermato il sindaco Pierluigi Biondi nel suo intervento – non è solo il titolo che abbiamo voluto dare a questo evento ma l’espressione più compiuta, nella sua sintesi e immediatezza, del sentimento di profonda riconoscenza e di commossa gratitudine che la Città tutta serberà in eterno nei confronti di quei Paesi stranieri che, all’indomani del sisma del 6 aprile 2009, hanno prontamente e concretamente attestato una solidarietà ed una vicinanza fondamentali per la ricostruzione del nostro patrimonio edilizio e monumentale nonché dello stesso tessuto connettivo della nostra comunità, in termini di apporto alla crescita culturale e di supporto alla dimensione sociale”.