ARCHEOFARM: A CAPESTRANO I VESTINI RIVIVONO ANCHE A TAVOLA


CAPESTRANO – Immaginate di osservare e toccare con mano anfore e altri antichi contenitori in cui erano custoditi cereali, vini e oli. Poi, di sedervi a tavola e assaporare quelle stesse eccellenze che centinaia di anni dopo ancora vengono prodotte in quel territorio.

Archeofarm, esperimento di turismo esperienziale nato dalla collaborazione tra le Università di Chieti e di Oxford assieme al Comune e alla Pro loco di Capestrano (L’Aquila), è pronto a far compiere un tuffo nel passato, nell’era dei Vestini. Ripercorrendo l’epopea del popolo italico incarnata dal leggendario Guerriero, ritrovato proprio nei pressi della necropoli dove oggi si è tornati a scavare.

Determinante il supporto del Ministero dei beni culturali, attraverso le soprintendenze Unica del cratere e Archeologica d’Abruzzo.

“Si tratta di una Necropoli nell’area di Capodacqua che era stata investigata in passato ma su cui non si era più tornati – spiega a Virtù Quotidiane Oliva Menozzi, docente di Archeologia della D’Annunzio – Abbiamo deciso di vedere l’entità del ritrovamento, questa è solo la prima campagna di scavo, le successive saranno compiute in accordo con l’azienda Terre del Tirino, che ha concesso l’uso dei terreni, in base alle sue esigenze di coltivazione”.

“Una volta scavato e documentato i ritrovamenti, anche con l’ausilio di droni, li mettiamo in salvo e li ricopriamo”, spiega.

“I primi scavi, da parte dell’Università di Pisa, risalgono agli anni Sessanta. Il nostro impegno è oggi quello di continuare a mettere a disposizione i terreni, senza praticare arature e scavi profondi o pratiche invasive – dice Alfonso D’Alfonso, proprietario dell’azienda agricola Terre del Tirino – Sicuramente, ad esempio, non metteremo dei vigneti”.

“È un attività importante e l’obiettivo è di fare dei siti archeologici una risorsa turistica, sugli scavi sono presenti professori di Oxford e si sta pianificando per l’anno prossimo una campagna ancora più importante”, aggiunge.

Tutto questo, “nella consapevolezza che abbiamo, come imprenditori agricoli, una certa dose di eroismo ma dobbiamo sapere che operiamo su un territorio dove si sono succedute civiltà importanti, e questo patrimonio dobbiamo trasformarlo in una risorsa turistica”.

“Sono state ritrovate anfore in cui si mettevano cereali, oli e vino, che sono ancora oggi un punto di forza della nostra produzione”, fa notare D’Alfonso.

Durante la settimana dal 3 all’8 luglio è possibile visitare gli scavi prenotando, la giornata conclusiva, sabato 8 luglio, con la realizzazione di un villaggio italico e la messa in scena di riti e duelli sul fiume Tirino, sarà possibile immergersi in un’atmosfera d’altri tempi che coniuga archeologia, storia ed enogastronomia.

L’agriturismo Terra di Solina ha messo a punto un menù degustazione che si potrà assaporare per l’intera settimana, durante la quale, dalle 17 in poi, è possibile effettuare visite guidate presso gli scavi. A cena, presenti archeologi che faranno ripercorrere usi e costumi dei Vestini. (m.sig.)