BIRRA ARTIGIANALE, GELATO, SAPONE: LO ZAFFERANO DELL’AQUILA DOP È MATERIA CREATIVA


L’AQUILA – Giallo carico con riflessi dorati, profumata, fresca e gradevole, sta bene un po’ con tutto, pizza, porchetta, crudi di pesce. È “d’Oro Rosso”, prima birra allo zafferano dell’Aquila Dop, prodotta e imbottigliata a Fossa da Luca Marcotullio, mastro birraio del microbirrificio Anbra, Anonima Brasseria Aquilana. Un’idea partorita dall’inventiva di Letizia Cucchiella (nelle foto sotto) e Ettore Gentile, coltivatori sull’Altopiano di Navelli, l’areale massimamente vocato – al mondo – alla coltivazione dei preziosi crochi viola di zafferano (Crocus sativus).

Per la birra “d’Oro Rosso”, attualmente distribuita in locali selezionati essendo in produzione limitata, la presentazione ufficiale con degustazione è in programma il 27 agosto, 21,30, tra gli appuntamenti dell’associazione Le Vie dello Zafferano nel cortile di Palazzo Cappa Cappelli, a L’Aquila.

Dediti da sempre alla promozione e valorizzazione dell’unicità del purissimo zafferano aquilano e, di pari passo, del territorio di appartenenza, dove coltivano crochi, l’orto e il pollaio (l’azienda si chiama Zafferano, va da sé), Nicola Ursini e Letizia Cucchiella sono una coppia di ferro anche nella vita.

Di San Pio delle Camere lui, presidente al secondo mandato dell’associazione Le Vie dello Zafferano; di Santo Stefano di Sessanio lei, prima figlia di Rosa Ciarrocca, riferimento obbligato per le famose lenticchie della rocca aquilana. Amore per la famiglia, per il territorio, per il lavoro. Con lo stesso spirito gli Ursini-Cucchiella sorridono alla vita e le pensano di ogni per rilanciare la risorsa numero uno del territorio, lo zafferano che tutto il mondo ci invidia.

È così che sono nate iniziative dedicate. La rassegna Le Vie dello Zafferano con la Festa dei Solchi, quest’anno dal 19 al 22 agosto; e Lo zafferano dell’Aquila nella sua città, durante la Perdonanza celestiniana, 23-29 agosto.

Raffinate innovazioni di carattere gastronomico, e cosmetico, spesso in partnership con piccoli artigiani della qualità. Tutto a marchio Dop. Dal gelato del maestro Dioletta (gelateria Duomo, L’Aquila) alla birra artigianale di Anbra , dal sapone liquido al ricco sapone naturale tagliato a mano.

C’è poi la fialetta monodose con 300 mg di purissimo zafferano in stigmi, da lasciare agli invitati di matrimoni e comunioni, una bomboniera davvero utile ed esclusiva. Sul fronte più strettamente culinario (Letizia è nelle Lady chef Abruzzo, sodalizio di cuoche nato in seno alla Fic) da citare le golose meringhe puntinate di viola, preparate con l’aggiunta di petali eduli dello zafferano rimasto dopo la sfioratura.

Tanti gli impieghi virtuosi della spezia elisir, di cui non bisogna buttare via nulla come insegna la tradizione contadina del territorio, ricorda Letizia.

“La parte rossa si vendeva, quella gialla che restava era utilizzata per colorare stoffe, coperte e tessuti di casa, perfino gli stracci per lo spaventapasseri, che poi si riutilizzava alla Festa de lu carnevale morto”.

“Un mondo incantato che ci piace raccontare” continua Letizia, “Una maniera poetica e sincera di valorizzare un prodotto che merita tanto per le sue mille qualità e per il quale non si è fatta ancora abbastanza promozione. Non quanto altre unicità d’Abruzzo. Non tutti gli aquilani conoscono proprietà e utilizzi del nostro oro rosso!”.

Intanto, il purissimo zafferano della Piana di Navelli sarà protagonista il 5 agosto alla rassegna ovina di Fonte Macina a Campo Imperatore. È allo studio nelle cucine stellate di chef come William Zonfa e Arcangelo Tinari con il progetto Materia Creativa, corsi di alta cucina “espressiva” ideati ad hoc dalle Lady chef e aperti a tutti coloro che vogliano imparare.

“Per ottobre-novembre, tempo della raccolta, le nostre aziende saranno aperte alle visite sul campo” annuncia Letizia, “dovete venire a vedere e innamorarvi del nostro oro rosso”. Appuntamento con “Raccogli, conosci, degusta” il 28 e 29 ottobre.