CACCIA IN AREA CONTIGUA DEL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, REGIONE LAZIO FA DIETROFRONT


PESCASSEROLI – “Apprendiamo con grande soddisfazione che la Regione Lazio, tenendo fede agli accordi presi con il Ministero dell’Ambiente, ha abrogato il comma 4 dell’articolo 9 della legge regionale 1 del 27 febbraio 2020. Il Bollettino ufficiale regionale del Lazio pubblicato il 24 di novembre lo riporta nella legge n 16 del 23 novembre Disposizioni modificative di leggi regionali”.

Così in una nota Salviamo l’Orso, Associazione per la conservazione dell’orso bruno marsicano.

“Il ‘famigerato’ comma 4 dell’articolo 9, era stato introdotto per autorizzare l’esercizio venatorio nella costituenda area contigua del versante laziale del Pnalm anche da parte dei cacciatori non residenti. Lo stesso Ministero dell’Ambiente”, ricorda l’associazione, “ne aveva chiesto la cancellazione per evitare l’impugnazione della legge da parte del Governo e le associazioni tutte erano più volte intervenute pubblicamente protestando e criticando il merito della norma ed il metodo con cui era stata approvata in Consiglio regionale”.

“Ad onor del vero la consigliera regionale del M5S Silvia Blasi si era fatta interprete da subito della proteste delle associazioni e dei cacciatori residenti nell’area ed è per questo che desideriamo ringraziarla pubblicamente insieme alla direzione generale del Ministero, senza il cui intervento l’abrogazione della norma non sarebbe stata possibile”.

“Tutto è bene quel che finisce bene, cosi oggi ringraziamo il Consiglio regionale del Lazio ed il suo presidente Mauro Buschini per aver abrogato una norma palesemente incostituzionale che allo stesso tempo vanificava uno degli scopi dell’area contigua che è quello di garantire tranquillità e maggior controllo in una zona importante e delicata dell’areale dell’orso marsicano, una specie ridotta a numeri esigui la cui mortalità , anche accidentale, deve essere ridotta ai minimi termini se vogliamo che torni a popolare anche le montagne adiacenti al Pnalm, quali gli Ernici ed i Simbruini laziali”.

“Ora l’ultimo passo”, dice Salviamo l’Orso, “affinché la Regione possa finalmente deliberare l’istituzione dell’area contigua , spetta all’Ente Pnalm che in tutta questa vicenda non ha certo impressionato per impegno e chiarezza. Dopo non aver speso una singola pubblica parola contro la norma oggi abrogata dal Consiglio regionale, l’Ente continua a rimandare ormai da qualche mese l’approvazione della proposta definitiva di perimetrazione dell’area confezionata dai tecnici della Regione Lazio dopo una lunga trattativa ed una ragionevole mediazione con i Comuni interessati. Il presidente del Parco, prof. Giovanni Cannata, non ha mai risposto alle associazioni che a lui si erano rivolte per conoscere i motivi della mancata celere approvazione della perimetrazione definita dalla Regione ,dando cosi corpo alle ‘voci’ che il parco stesse rivedendo nuovamente la perimetrazione per soddisfare gli ‘appetiti’ ingiustificati di qualche sindaco e di alcune Aziende faunistiche venatorie”.

“Crediamo invece che sia giunto il momento di chiudere al più presto una questione che ci trasciniamo da più di 25 anni, nei termini indicati dal buon lavoro svolto dai tecnici della Direzione Ambiente del Lazio che tra l’altro riassume negli scopi e negli obiettivi la delibera sul tema gia approvata dal Consiglio direttivo dell’Ente. Perché quindi esitare, ritardando ancora l’approvazione della perimetrazione proposta dalla Regione Lazio?”, conclude l’associazione.

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